La Francia torna in piazza contro le pensioni di Sarkozy

Francia, sciopero contro la riforma delle pensioni
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Continua la mobilitazione per dire no all'innalzamento dell'età pensionabile dai 60 ai 62 anni entro il 2018. Secondo un sondaggio, il 71% della popolazione sostiene la protesta contro il testo di legge già licenziato dall'Assemblea nazionale

Francesi di nuovo in piazza contro la riforma delle pensioni, ma stavolta la partecipazione è un po' più bassa rispetto a quella del 23 settembre. A Parigi i manifestanti sarebbero, secondo il Ministero, 380.000 contro i 410.000 di 9 giorni fa, quando secondo i sindacati c'erano tre milioni di persone in piazza.
Altri cortei si svolgono si sono svolti nella mattinata i diverse città: da Saint-Etienne a Clermont-Ferrand, a Calais, ad Aix-en-Provence.

Tutti contro l'innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 62 anni. "Siamo allo stesso livello di partecipanti dell'altra volta" ha detto il leader del Cfdt Francois Cherque. "Il governo sarà costretto a darci ascolto". Quello che sta crescendo, secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano comunista L'Humanité, è l'appoggio alla protesta.
Secondo il sondaggio, il 71% dei francesi sostiene o simpatizza con gli scioperanti, mentre appena il 12% è contrario.
Dopo le ultime proteste, il primo ministro Francois Fillon aveva insistito sul mantenimento della riforma. "Governare significa ascoltare ognuno. Governare significa rispettare ognuno. Ma governare la Francia vuole anche dire, qualche volta, essere in grado di dire 'no'".

I sindacati hanno indetto un altro giorno di protesta per il 12 ottobre. La riforma delle pensioni, già approvata dall'Assemblea nazionale, da martedì prossimo sarà all'esame
del Senato dove sembra possa passare facilmente.
Gli scioperi, che sabato 2 ottobre hanno colpito anche i porti commerciali, continueranno "finché non sarà fissato un incontro negoziale", ha detto il leader della Cgt-trasporti Tony Hautbois.

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