Afghanistan, dopo il voto ancora sangue e violenza

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Sei bambini sono morti durante un attacco talebano a un seggio. Intanto finiscono sotto inchiesta cinque soldati americani: sono accusati di aver ucciso dei civili afghani, tra gennaio e maggio, per divertimento

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Dopo il voto la situazione in Afghanistan resta tesa. Nella provincia settentrionale di Kunduz sei bambini sono rimasti uccisi in un attacco dei Talebani che volevano distruttere un seggio elettorale. Il proiettile ha mancato l'obbiettivo colpendo i sei piccoli afgani, tutti tra i 10 e i 13 anni. Sempre nel nord del paese tre scrutatori sono stati trovati morti . La Commissione elettorale afghana ha riferito che altri 29 scrutatori e ufficiali di seggio sono rimasti feriti negli attacchi dei talebani per sabotare le elezioni.

Ed è polemica per la notizia riportata dal Washington Post, secondo cui cinque soldati americani in servizio nella provincia afghana di Kandahar sono stati accusati di aver ucciso tre civili afghani solo per divertimento.

Il giornale cita documenti dell'esercito e persone vicine all'inchiesta che affermano che i militari di fanteria, compreso un sergente, hanno assassinato tre civili fra gennaio e maggio di quest'anno. Gli omicidi secondo il Post "sono stati commessi essenzialmente per sport da soldati dediti all'hascisc e all'alcol". Nell'inchiesta sono indagati anche altri sette membri della 5/a brigata di combattimento Stryker, ai quali sono contestati reati minori. Tutti gli indagati hanno respinto le accuse. I cinque componenti del plotone accusati di omicidio avrebbero cominciato a parlare di creare uno "squadrone della morte" nel dicembre del 2009 e avrebbero ucciso la loro prima vittima il 25 gennaio successivo, nel villaggio di La Mohammed Kalay a Kandahar. I militari all'epoca avevano l'incarico di garantire la sicurezza a un incontro fra ufficiali e capi tribali.

Intanto l'Imam di Herat, la regione dove si trova il contingente italiano chiede che le nostre truppe continuino a operare in Afghanistan. "Abbiamo bisogno di militari italiani - dice il religioso -  ancora a lungo, è bene che restino ancora per molto tempo per fare sempre meglio". "Sarebbe utile, aggiunge, che anche le altre forze internazionali facesero cose buone per la popolazione seguendo lo stesso metodo usato dagli italiani'. L'imam parla dal suo ufficio presso la mosche blu e dice grazie ai militari del Prt che si occupa della ricostruzione del paese sulla base delle necessità della popolazione comandanto dal colonnello Emmanuele Aresu. "Voglio ringraziarli - dice - per il contributo dato alla sistemazione della moschea e per i progetti di ricostruzione che stanno portando avanti in diversi centri della provincia".

Nella giornata di lunedì si svolgeranno a Roma i funerali del tenente Alessandro Romani, morto durante uno scontro a fuoco in Afghanistan.

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