Afghanistan, ucciso un soldato italiano

Il tenenete Alessandro Romani, caduto in Afghanistan
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Alessandro Romani, 36 anni, aveva partecipato a un'operazione contro alcuni insorti che stavano posizionando un ordigno. Ferito insieme con un commilitone, non sembrava grave. E' il trentesimo caduto. Razzi su una nostra base: nessun danno

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E' morto uno dei due militari italiani rimasti feriti nella mattina di venerdì 17 settembre nell'Afghanistan occidentale in uno scontro a fuoco. Si tratta del tenente Alessandro Romani (LE FOTO), 36 anni, di Roma, effettivo al Nono Reggimento Col Moschin e con altre missioni in Afghanistan come incursore scelto all'attivo.
I due militari erano stati raggiunti da alcuni colpi d'arma da fuoco durante l'operazione di cattura di alcune persone che poco prima avevano piazzato un ordigno sulla strada nel distretto di Bakwa, nella provincia di Farah.

Il ferimento
- "L'operazione era mirata alla cattura di quattro insorti che erano stati avvistati da un velivolo senza pilota dell'Aeronautica militare mentre posizionavano un ordigno lungo la strada che collega Farah (a sud di Herat) a Delaram", spiega una breve nota. In un primo tempo i militari avevano riferito che i due non erano gravi.

Aperta un'inchiesta - Sull'accaduto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di attentato con finalità di terrorismo, come riferito da fonti giudiziarie. Le indagini sono state affidate al Ros (il Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri).

E' la trentesima vittima - Con la morte di Alessandro Romani sale a 30 il numero degli italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione Isaf, nel 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni anche per malore ed uno si è suicidato. Già otto le vittime in questo 2010. Furono nove nel 2009. Gli ultimi due sono stati gli anni più cruenti per gli italiani. L'ultimo attentato mortale si era verificato a Herat lo scorso luglio, quando due genieri avevano perso la vita in un'esplosione durante l'operazione di disinnesco di un ordigno.
L'Italia ha circa 3.300 militari impegnati in Afghanistan nell'ambito della missione Isaf guidata dalla Nato. Collabora anche alla missione Eupol di addestramento della polizia afghana, guidata dall'Unione Europea.

La Russa: "Possibile incremento addestratori italiani" -
Intanto il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha prefigurato un possibile potenziamento della presenza italiana in Afghanistan. "Ci è stato chiesto un incremento degli addestratori in Afghanistan. Sarà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il governo a deciderlo. Ma qualora il parere fosse positivo, il Ministero della Difesa e le forze armate sono naturalmente pronti a svolgere il loro compito con l'efficacia che è internazionalmente riconosciuta", ha aggiunto dopo un incontro con il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen.

Cordoglio politico -
"Ho appreso con dolore la notizia della morte del Tenente Alessandro Romani, colpito in uno scontro a fuoco in Afghanistan. A lui va il mio profondo ringraziamento e alla sua famiglia il mio più sentito cordoglio", ha detto in una nota il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tra i tanti politici ed esponenti del governo che, oltre a La Russa e Berlusconi, hanno inviato messaggi di cordoglio per la morte del tenente Romani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, che esprime un "sentimento di profonda gratitudine ai nostri soldati nell'area", e il ministro degli Esteri Franco Frattini, per il quale "l'Italia paga oggi un ulteriore, doloroso tributo di sangue in un teatro di vitale importanza strategica".

Razzo contro base italiana
- Nella serata di venerdì 17 settembre si è verificato un altro attacco contro il contingente italiano. Un razzo è caduto all'interno del perimetro della base italiana di Shindand, a sud di Herat, senza provocare danni. "Abbiamo sentito un'esplosione" ha spiegato ai giornalisti il colonnello Giulio Armando Lucia, comandante della Task Force Centre . Il razzo, la cui esplosione è stata preceduta da una scia, è caduto all'estremità della base multinazionale, all'interno della quale si trova la Base operativa avanzata (Fob) Shaft italiana. Nella struttura è di stanza la Task Force Centre del Regional Command West  di Herat, a guida italiana.

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