Iraq, l'allarme di Amnesty: "30mila detenuti senza processo"

Il rapporto di Amnesty pubblicato sul sito dell'organizzazione per i diritti umani
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Secondo l'organizzazione internazionale per i diritti umani le autorità irachene non hanno svolto azioni efficaci per fermare la tortura. Denunciati anche diversi casi di morti sospette

Trentamila detenuti senza processo, parecchi morti sospette in carcere, causate apparentemente da torture e altri maltrattamenti.

E' l'allarme lanciato da Amnesty International, che in un rapporto pubblicato sul suo sito ("Nuovo ordine, stesse violazioni: detenzioni illegali e torture in Iraq") punta il dito su alcune violazioni del diritto dopo il passaggio di consegne dagli Usa all'Iraq, sancito dal discorso di Obama tenuto qualche giorno fa.
Il rapporto dell'organizzazione internazionale per i diritti umani accusa le autorità irachene di non avere "svolto azioni efficaci per fermare la tortura e punire i torturatori, nonostante le strabordanti prove del suo uso".

Tra i metodi di tortura praticati, il rapporto di Amnesty International segnala i pestaggi con cavi e tubi di gomma, la sospensione degli arti per lunghi periodi di tempo, le scariche elettriche su zone sensibili del corpo, la frattura degli arti, lo strappo delle unghie delle mani e dei piedi, il soffocamento, la perforazione coi trapani e le minacce di stupro.

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