Preti pedofili, in Belgio 13 suicidi negli ultimi 40 anni

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La Commissione d'inchiesta voluta dalla Chiesa belga pubblica il report: 488 denunce di cui 327 sporte da uomini. Ma secondo il presidente Adriaenssens il lavoro non è ancora finito

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488 denunce: è il bilancio della Commissione d'inchiesta che indagava sugli abusi dei preti pedofili in Belgio.  Le indagini si sono svolte nell'arco di due anni, durante i quali gli investigatori hanno raccolto informazioni e testimonianze. Alcune fra queste saranno pubblicate online in forma anonima su richiesta delle stesse vittime. Che sono in gran parte di sesso maschile: delle 488 denunce totali, 327 sono state sporte da uomini e solo 161 da donne. . E, dato che  parla più di tutti e offre un primo e crudo bilancio del peso degli  abusi compiuti da membri della Chiesa e subiti da minori in Belgio, 13 suicidi.

I fatti risalgono in gran parte al periodo compreso fra gli anni '50 e '80 e non tutti riguardano sacerdoti: alcuni dei molestatori erano infatti insegnanti di religione o volontari in associazioni ricreative giovanili. L'età delle vittime va, in molti casi, dai 12 anni in su ma ci sono anche testimonianze di bambini che hanno subito abusi a 2 o 5 anni.

Lo psichiatra infantile Peter Adriaessens, presidente della Commissione istituita dalla Chiesa belga per indagare gli abusi compiuti da alcuni dei suoi membri, lo ha definito "il caso Dutroux della Chiesa", citando il pedofilo di Marcinelle. La decisione di rendere pubblici i dati è stata presa dopo che, alcuni mesi fa, la magistratura di Bruxelles che ha perquisito i locali dell'arcivescovado e della commissione finendo per sequestrare diversi documenti riguardanti l'inchiesta. Il lavoro, però, avverte Adriaenssens, non è ancora finito.

Il vescovo di Tournay, Guy Harpigny, ha commentato così le rivelazioni contenute nel report: "Ci siamo resi conto che eravamo mal informati sulla gravità della situazione e sul fatto che questi bambini fossero rimasti segnati a vita".

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