Vivisezione su cani e gatti: la protesta in Rete contro l'Ue

1' di lettura

Petizioni su Facebook e proteste su Twitter, ma anche discussioni per approfondire il tema e accuse di ipocrisia. Così gli utenti su Internet si mobilitano contro la direttiva che prevede deroghe sull'utilizzo di randagi come cavie da laboratorio

C'è chi punta sull'effetto choc e per protestare si affida alle foto di cani e gatti maltrattati. E c'è chi preferisce affidarsi alla saggezza citando le parole di Albert Einstein : "Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni".

Dai blog ai social network cresce la protesta in Rete contro la direttiva dell'Unione Europea sulla vivisezione degli animali . A scatenare l'indignazione è una deroga stabilita dall'articolo 11: "Randagi di specie domestiche (ad esempio cani e gatti) non possono essere utilizzati come cavie salvo che sia scientificamente provato che non si possa fare altrimenti".

Le parole più dure si leggono su Facebook , dove i nomi e i cognomi dei parlamentari europei che hanno votato il provvedimento vengono elencati uno per uno.
Agli insulti c'è chi preferisce organizzare una manifestazione di protesta. Quella di Roma, fissata per il 25 settembre , conta già quasi 800 adesioni.

In Italia il gruppo che conta più iscritti (sono circa 5000) si chiama "Contro la vivisezione e i test sugli animali" . Contiene per lo più messaggi di protesta ma offre anche lo spunto per conversazioni sul tema.
"Vorrei chiedervi una cosa (e no non vengo qui solo per provocare, vorrei solamente ragionare)", scrive Monica , "poniamo che la vivisezione sia utile, sareste comunque contro? Ammettete che vostro figlio nasca con un problema mentale (tanto per fare un esempio), e che la ricerca sugli animali possa aiutarlo. Sareste comunque contro? Vale più una scimmia - topo - coniglio - anfibio di vostro figlio?".

Non mancano anche le accuse di ipocrisia, come scrive Enrico : "Sinceramente ci stracciamo le vesti perché il Parlamento Europeo ha approvato la vivisezione  (atto deprecabilissimo) ma poi davanti ai centinaia di migliaia di aborti non proviamo nessun tipo di "brivido". E' proprio vero si tutelano più i fringuellini o le foche che non gli esseri umani!!!!! Che IPOCRISIA!".

Fuori dai social network la mobilitazione si sposta soprattutto su due siti. Il primo è "La coscienza degli animali" , nato da un'idea del ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e del professor Umberto Veronesi. Dall'homepage è possibile sottoscrivere una lettera rivolta ai parlamentari europei.
Una petizione è presente anche sul sito della Lega antivivisezione che fornisce anche materiali per approfondire l'argomento.

Ascolta le parole di Gianluca Felicetti, presidente della Lav


Leggi tutto