Iraq, la guerra che ha ucciso più giornalisti

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L'ultimo è stato ucciso martedì a colpi di arma da fuoco. Con 230 vittime, quello iracheno è il conflitto più drammatico per i media degli ultimi cinquant’anni

Iraq, storia di una guerra. Le foto

L'ultimo è stato ucciso martedì mattina a Baghdad a colpi di arma da fuoco. Si chiamava Riyad Assaray ed era un conduttore dei programmi d'approfondimento della tv di Stato al Iraqiya.  E' il quindicesimo giornalista ucciso da quando nella primavera 2003 è stato deposto il regime di Saddam Hussein.

Fino ad oggi, invece, sono 230 gli operatori dell'informazione che hanno perso la vita in Iraq dall'inizio della guerra americana.
Secondo l'organizzazione internazionale Reporters Sans Frontieres (Rsf), è il conflitto più drammatico per i media dalla Seconda guerra mondiale.
A due settimane dalla conclusione delle operazioni di combattimento delle truppe americane in Iraq, il rapporto di Rsf indica che la stragrande maggioranza dei giornalisti uccisi erano iracheni (87%) e che Baghdad è stato il teatro privilegiato di queste esecuzioni sommarie e attentati. 

Secondo Rsf, il bilancio di questi sette anni di violenze in Iraq è più pesante di quello di vent'anni di conflitto in Vietnam (1955-75) e di undici anni di guerra civile algerina (1991-2002).

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