Sakineh, parla il figlio: "Grazie Italia, ma serve di più"

Un momento della manifestazione a Roma in favore di Sakineh
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Cresce la preoccupazione per la sorte della donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio: "Ringrazio quelli che si sono mobilitati per mia madre. Ma dal governo italiano mi aspetto passi formali, come la convocazione dell'ambasciatore a Roma"

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"Grazie Italia, grazie di cuore a tutti quelli che si sono mobilitati. Ma serve di più, perché qui capiscono soltanto i rapporti di forza": lo ha detto al telefono all'Ansa Sajjad Mohammadi Ashtiani, 22 anni, figlio di Sakineh, la donna che rischia di essere lapidata in Iran. "Le dichiarazioni del governo italiano sono importanti - ha continuato parlando al cellulare da Tabriz - ma servono passi più formali, solenni, come la convocazione dell'ambasciatore a Roma. Penso anche al rafforzamento delle sanzioni, l'unico linguaggio che capiscono a Teheran".

E a Milano scendono in piazza i sindacati per manifestare il loro sostegno a Sakineh. Cgil, Cisl e Uil protesteranno nella giornata di lunedì davanti al consolato iraniano in piazza Diaz. "Questa  violenza - si legge in una nota della Cgil Milano - va assolutamente fermata, così come in Iran vanno condannate le continue violazioni dei diritti politici e sindacali, la discriminazione nei confronti delle donne, delle minoranze religiose ed etniche: diritti repressi con la violenza e l'arbitrio. Chiediamo - continua la nota - che venga scongiurata questa pratica barbara: la lapidazione di Sakineh rappresenta un atto brutale, atroce e disumano perpetrato nei confronti di una donna inerme. Dopo di lei altre donne sono gia' state condannate e saranno brutalmente uccise".

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