I Paesi più pericolosi dove usare internet

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Bollino rosso per Russia, Turchia e Bangladesh. Sicure invece Giappone e larga parte dell’Africa: la geopolitica dei virus online parla chiaro, collegarsi è rischioso per il proprio computer. Turista avvertito…

di Eva Perasso

Vacanze all’estero dell’ultima ora con Pc portatile in borsa? Meglio lasciarlo a casa se viaggiate verso Russia e Turchia, o Armenia e Azerbaijan, o ancora il Bangladesh, e pensate di collegarvi a internet.
Andate sicuri invece se la meta è Tokyo e l’isola giapponese, o alcuni Paesi africani come Togo, Niger e Namibia. La cartina del mondo tracciata da Avg, produttore tedesco di uno dei migliori antivirus gratuiti disponibili online, non lascia scampo per alcuni Paesi e ne promuove a sorpresa altri, tracciando una nuova e rovesciata geografia in tema di virus che affliggono i nostri Pc, dove il Sud America è più sicuro degli Stati Uniti e del Canada, dove si sta meglio nella Repubblica Ceca che non in Gran Bretagna, e che indica la Sierra Leone come il miglior luogo in cui andare, per non incorrere in guai telematici.

A mezz’aria resta l’Italia, con un livello medio-basso di infezioni rispetto ad altre nazioni anche europee segnalate dal termometro di Avg. Ma non è il caso di abbassare la guardia.
La prima regola per sfuggire agli attacchi è quella di avere sul proprio pc un buon antivirus, un firewall e un antimalware, tre prodotti che insieme dovrebbero coprire dai danni più ingenti. Perché le minacce sono reali: circolano virus e worm (virus autoreplicanti) che mettono a rischio le funzionalità dei computer, accanto a malware (mail con invito a visitare siti-truffa infettati a loro volta da un virus) che tendono a colpire soprattutto i portatili, o al phishing (mail che tentano di rubare dati personali, come carte di credito e accessi ai conti bancari online).
Lo denuncia anche McAfee nel suo “Report McAfee sulle minacce: secondo trimestre 2010” pubblicato questo 2 settembre, in cui si descrive come stiano esplodendo nelle ultime settimane le truffe online legate ad eventi di grande rilievo, come i mondiali di calcio appena conclusi o i conflitti in Medio Oriente, e le mail che incitano l’utente a collegarsi a siti infetti siano aumentate considerevolmente nel primo semestre di quest’anno.

Tra i primi termini di ricerca nei motori internet intossicati da siti infetti, manca però totalmente la marea nera del Golfo del Messico. Mentre, denuncia sempre McAfee, c’è una notizia buona sullo spam, che resta invariato come mole di mail-spazzatura ricevute nelle nostre caselle di posta.
Tra queste continuano a pullulare i messaggi-notifica sullo stato di consegna, diffusi soprattutto in Italia, Spagna, Gran Bratagna e Stati Uniti. In Italia, in particolare, i tipi di spam più diffusi sono in tutto sei, pochi in confronto ad altri Paesi, come l’Argentina, colpita da 16 diverse tematiche all’interno delle mail-spazzatura. E accanto alla buona novella arriva anche quella cattiva: ci sono due botnet (reti di Pc tenuti sotto controllo all’insaputa del possessore) ormai considerate defunte, chiamate Storm Worm e Kraken e definite le più grandi del pianeta, che stanno crescendo nuovamente.

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