Somalia, ancora alta tensione. Nuovi scontri a Mogadiscio

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Continua la guerriglia tra le forze governative appoggiate all'Unione Africana e i ribelli islamici al Shabaab, gruppo legato ad al Qaeda. E si aggrava il bilancio dei civili rimasti uccisi: si parla di almeno 80 vittime in sei giorni

Ancora scontri in Somalia. Almeno 11 civili sono morti nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 agosto nella guerriglia tra forze governative e ribelli islamici a Mogadiscio. Otto di loro sono stati uccisi dai colpi di mortaio e dall'artiglieria, gli altri dagli spari incrociati. E' salito così a 80 il numero dei civili uccisi da quando sono iniziati gli scontri con i miliziani islamici Shabaab nella capitale somala, lunedì scorso.

In una nota diffusa dai Giovani Mujahidin (Shabab) sul loro sito Internet 'Kataeb' si legge: "In questi giorni di  combattimenti abbiamo conquistato nuove basi a Mogadiscio, controllate in precedenza dal governo e dalle truppe africane che ci hanno invaso".

Tra le postazioni conquistate "c'è la sala Dabka e anche l'albergo Wili e la scuola 15 maggio, che si trova molto vicina al palazzo presidenziale di Mogadiscio. Si tratta di edifici che ospitavano le truppe dell'Uganda e del Burundi presenti in città".
Nel fare il punto della situazione dopo cinque giorni di combattimenti trascorsi, i ribelli islamici sostengono inoltre di aver "consolidato le basi nella parte nord della città e costretto le forze governative a indietreggiare".

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