Pakistan, "tre volontari uccisi dai talebani"

Alcuni degli sfollati dopo le inondazioni in Pakistan (Credits: Ap/Lapresse)
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Lo riferisce l'Osservatore romano, citando un episodio "avvenuto tra il 24 e il 25 agosto, nel corso del quale sono rimaste ferite numerose persone". Intanto prosegue l'emergenza alluvioni: un altro milione di persone è stato evacuato

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"La violenza dei talebani si abbatte sugli operatori che cercano di portare aiuto alle popolazioni alluvionate: tre persone che operavano nella zone inondate della valle dello Swat sono infatti state uccise dagli estremisti islamici".
Lo scrive oggi l'Osservatore Romano citando un episodio "avvenuto tra il 24 e il 25 agosto, nel corso del quale sono rimaste ferite numerose persone".

Attacco dei talebani in due località diverse - La notizia è stata confermata dall'agenzia vaticana Fides che cita padre Robert Mc Culloch, sacerdote della Società di San Colombano per le missioni estere, missionario in Pakistan da oltre 32 anni, e altre fonti delle organizzazioni umanitarie locali.
L'attacco è stato sferrato dai talebani in due località della valle di Swat, situata nella Provincia della Frontiera di Nordovest, dove i gruppi di integralisti hanno saccheggiato case e negozi dei due villaggi colpiti, come hanno spiegato a Fides fonti di Ong impegnate nello sviluppo sociale e presenti con numerosi interventi per gli alluvionati nella valle di Swat.

Almeno 1.600 i morti - Intanto prosegue l'emergenza alluvioni. Negli ultimi due gioni un altro milione di persone è stato evacuato e il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni che hanno colpito il Paese "potrebbe aumentare quando le acque cominceranno a recedere".
Lo ha detto oggi a Geo News un rappresentante dell'Authority nazionale per la gestione dei disastri (Ndma). Secondo fonti del governo, nella calamità sono morte 1.600 persone, quasi tutte durante la prima ondata di alluvioni che ha colpito il nord-ovest.
"Ci sarà un incremento, probabilmente rilevante quando saremo in grado di recuperare i corpi dalle zone che ora sono ancora sommerse" ha detto la portavoce Amal Masud, secondo la quale c'è un numero di dispersi, "ma non elevato come quello registrato durante il terremoto del 2005" che uccise 73 mila persone nella regione nord orientale del Kashmi.



 

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