Somalia, torna il sangue: attaccato l'hotel dei deputati

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Preso d'assalto da parte dei ribelli vicini ad Al Qaeda un albergo a Mogadiscio che ospitava alcuni esponenti del governo. Tra le vittime diversi parlamentari. Gli Shabaab rivendicano l’attentato. Intanto in città riesplode la violenza

Un albergo di Mogadiscio, che ospita i deputati e gli esponenti del governo transitorio somalo, è stato preso d'assalto dai miliziani dei Giovani Mujahidin somali (chiamati "Shabaab") considerati vicini ad al-Qaeda. Uccisi dai guerriglieri diversi ospiti dell'albergo, tra i quali alcuni parlamentari somali. Il bilancio dell'attentato è però ancora incerto. Secondo fonti governative, i morti sono 35 e tra le vittime ci sono otto parlamentari somali. Gli Shabab, invece, sostengono di "aver ucciso tra le 60 e le 70 persone nell'attacco all'albergo di Mogadiscio".

La rivendicazione dei terroristi - Il portavoce degli Shabaab, principale gruppo islamico integralista della Somalia, ha rivendicato il sanguinoso attacco all'hotel Muna. "I nostri mujaheddin hanno portato a termine un'operazione all'hotel Muna dove alloggiano membri del Parlamento e uomini dei servizi - ha dichiarato ai giornalisti Sheikh Ali Mohamud Rage - I nostri martiri sono riusciti ad uccidere 60-70 funzionari governativi, poliziotti, responsabili dell'intelligence e impiegati civili".

"Gravi alcuni feriti" - Si sta "lavorando a pieno ritmo" all'ospedale Medina di Mogadiscio dove - come ha raccontato un dipendente della struttura che desidera restare anonimo - "sono arrivati, oltre a due delle oltre trenta vittime accertate finora, anche 59 persone rimaste ferite".  Contatto telefonicamente dalla Misna, l'agenzia dei missionari, il funzionario dell'ospedale ha riferito che "alcuni ricoverati sono gravi e tutti presentano profonde ferite causate da schegge ed armi pesanti".
Per il dipendente del Medina, "un'azione così spettacolare come quella di oggi era nell'aria". "La situazione nelle ultime settimane nella capitale somala - ha raccontato - si è deteriorata in maniera drastica". Oltre al Medina, attualmente a Mogadiscio sono operativi altri due ospedali, il Daynile, ed un terzo nella periferia sud.

"Attacco pianificato da tempo" - I miliziani islamici hanno confermato che l'attentato era stato pianificato da tempo, senza precisare però il numero dei terroristi impegnati in quest'operazione. Secondo la radio somala "Shabelle", sarebbero stati tre gli assalitori e due di loro si sarebbero fatti saltare in aria dopo aver aperto il fuoco nell'albergo, mentre il terzo sarebbe stato catturato vivo dai soldati del governo somalo.
"Avevamo deciso da molto tempo di attaccare quell'albergo - hanno spiegato i terroristi - abbiamo quindi stabilito di entrare in azione oggi dopo aver condotto una serie di sopralluoghi e infiltrato delle  persone nella zona". Testimoni oculari, citati dalla tv satellitare "al-Arabiya", sostengono che durante l'assalto sarebbero entrati in azione diversi kamikaze, e che, prima dell'attacco, gli Shabab  avrebbero ucciso le guardie all'ingresso dell'albergo. Inoltre gli  assalitori avrebbero agito indisturbati perché indossavano la divisa  dell'Esercito filo overnativo somalo. Dall'interno dell'albergo sono state udite almeno cinque  esplosioni.

Scontri tra ribelli e truppe governative - In mattinata inoltre sono ripresi gli scontri in città tra ribelli e truppe governative e dell'Unione africana e, secondo fonti mediche,  circa 30 civili sarebbero rimasti uccisi e 98 feriti.
Ieri un portavoce degli insorti, Sheikh Ali Mohamoud Rage, aveva annunciato in una conferenza stampa l'inizio di una vasta offensiva "contro gli invasori cristiani (dell'Amison) e il governo apostata". Il governo da parte sua aveva risposto affermando che "gli shebaab hanno pubblicamente dichiarato guerra al popolo somalo e al suo governo".
Dalla fine del 2009, il governo di transizione somalo (TFG), controlla solo una piccola parte della capitale, che è invece per buona parte sotto il dominio dei ribelli. I militanti integralisti tengono sotto scacco anche il centro-sud della Somalia, Paese devastato dalla guerra civile dal 1991.

L'attentato analogo a dicembre - L'attacco di oggi ha un analogo, sanguinoso precedente avvenuto solo nove mesi fa. Il 3 dicembre del 2009 un attacco suicida squassò l'hotel Shamo , con un bilancio di circa 30 morti, tra cui quattro ministri del governo provvisorio.

Il racconto di un testimone:


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