Cile, ci vorranno almeno 3 mesi per salvare i minatori

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Si lavora contro il tempo nel deserto dell'Atacama, dopo la notizia che i 33 lavoratori rimasti sepolti a 700 metri di profondità in una miniera sono ancora vivi. I tempi del recupero potrebbero essere molto lunghi, forse fino a Natale

Acqua, alimenti e birra, ma anche collirio, deodoranti e spazzolini da denti: sono le prime richieste giunte dalle profondità del deserto dell'Atacama da parte dei 33 minatori intrappolati dal 5 agosto e la cui vicenda, fra il miracolo e l'incubo, ha innescato una forte ondata di emozione tra i cileni.
Scoppiano intanto le prime polemiche sulla sicurezza: un ministro ha ammesso che se ci fosse stata una scala di emergenza, i minatori sarebbero riusciti a tornare in superficie.

Domenica e lunedì sono state a Santiago le giornate della sorpresa, dopo la notizia che tutti i 33 'mineros' erano vivi e stavano bene, nonostante i 17 giorni sotto terra. Occorre, però, mettere a punto il sistema di aiuti e il sostegno psicologico da dare al gruppo dei 33, che sono in buone condizioni di salute. Per questo in Cile si continua a parlare del 'miracolo di San Jose".
A trapanare la superficie sarà un 'mostro' tecnologico dal peso di 30 tonnellate, una perforatrice giunta da un'altra miniera sul luogo della tragedia e che è ora in fase di assemblaggio. La gigantesca struttura è in grado di bucare la terra a una velocità di 15-20 metri il giorno.


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