Wikileaks, annullato l'ordine di cattura per Assange

Julian Assange, fondatore di Wikileaks
1' di lettura

I magistrati svedesi avevano spiccato l’ordine di arresto per stupro e molestie nei confronti del leader del sito che aveva diffuso documenti sulla guerra afghana. Poche ore dopo, il dietro-front della procura

La vicenda ha i contorni tutt'altro che chiari. In mattinata, le edizioni on-line di vari giornali svedesi hanno pubblicato la conferma della procura di Stoccolma che Assange era ricercato in base alla denuncia di due donne. Ma poche ore più tardi, una portavoce della procura ha reso noto che non c'era alcuna denuncia formale e che la polizia svedese aveva comunque avviato le indagini perché si trattava di accuse gravi e Assange poteva abbandonare il Paese.

Il fondatore di Wikileaks (leggi l'intervista) si trova in Svezia da vari giorni impegnato in una serie di conferenze e nei giorni scorsi, proprio da Stoccolma, ha preannunciato la pubblicazione di altri 15mila documenti "entro un paio di settimane". La scorsa settimana ha inoltre incontrato Rick Falkvinge, il leader del Partito dei Pirati, che ha accettato di ospitare alcuni nuovi server di Wikileaks in Svezia, per aggirare la censura delle autorità statunitensi.

Il mandato d'arresto riguardava due eventi diversi: una donna che lo accusava di stupro e un'altra di molestie. Secondo il quotidiano svedese "Aftonbladet" -con il quale tra l'altro Assange dovrebbe cominciare a collaborare - una delle due ha incontrato il 39enne australiano in un appartamento del quartiere di Sodermalm, a Stoccolma, nella notte tra sabato e domenica; l'altra, martedì scorso, a Enkoping.
La notizia ha fatto immediatamente il giro del mondo, ma Assange - attualmente irreperibile- si è subito difeso con forza con un breve messaggio su Twitter: "Le accuse non hanno alcuna base e la questione al momento mi da' molto fastidio". Poi, la marcia indietro della procura.

Nelle ultime settimane, Wikileaks ha conquistato più volte i titoli di gtesta dei quotidiani. Il 5 aprile, l'organizzazione ha fatto conoscere al mondo un video che documenta l'attacco di un elicottero Apache, nel 2007, in cui morirono alcuni civili, tra cui due giornalisti Reuters. A luglio, ha pubblicato il diario della guerra afghana, più di 77mila file segreti del Pentagono; e la fuga di notizie ha fatto infurentire Washington.

Leggi tutto