Giappone, il paese dei falsi ultracentenari

Fino al giugno 2009 Tomoji Tanabe con i suoi 113 anni è stato l'uomo più anziano del mondo - Foto Ap
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Emergono sempre più casi di famiglie che occultano la morte di parenti per intascarne la pensione. E il mito della longevità nipponica si incrina

Il mito del Giappone come paradiso per ultracentenri potrebbe essere a rischio. Il caso è scoppiato poche settimane fa quando, alla morte dell'uomo più anziano del Giappone, i funzionario del governo si sono recati da Sogen Kato, fino ad allora secondo in classifica, per comunicarli che era il cittadino più longevo. Ma anzichè trovare un arzillo vecchietto, si sono trovati davanti una famiglia che da trent'anni celava il decesso dell'uomo per poterne incassare la pensione. Il governo si è subito mosso per fare luce su tanti ultracentenari che risultano all'anagre nipponica e le sorprese non sono mancate.

L'ultimo caso, raccapricciante, è stato quello della scoperta delle ossa di una donna in uno zainetto: la donna, registrata come 'ultracentenaria', era morta "intorno al giugno del 2001". Il figlio, un sessantaquattrenne che ne custodiva i resti e intascava la pensione della madre, si è giustificato affermando che non era stato in grado di pagare per un normale funerale. E il caso non è isolato. Fino ad ora sono stati accertati 281 casi simili. tra gli altri sono stati ritrovati i resti di una donna che avrebbe dovuto avere 125 anni ma in realtà era morta fin dal 1981.

Gli ultracentenari registrati in Giappone sono oltre 40.000 secondo i dati del governo. Ma fra questi sembra alto il numero di coloro di cui non si sa più niente, o perché morti in solitudine senza che ne vennissero trovati i cadaveri o, più spesso, per frodi al sitema pensionistico. Le centinaia di casi accertati di morti non denunciate stanno a testimoniare che, probabilmente, gli ultracentenari veri in Giappone sono meno, molti meno, dei 40.000 'ufficiali'.

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