Afghanistan: giallo sulle trattative Pentagono-Wikileaks

Julian Assange, fondatore di Wikileaks
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Un responsabile del sito annuncia che l'esercito Usa sarebbe pronto a collaborare sui documenti relativi alla guerra. Immediata la smentita del ministero della Difesa: "La pubblicazione non autorizzata mette in pericolo la vita dei soldati"

Avvolta da quella patina di mistero che da sempre accompagna la figura del suo fondatore, Julian Assange (leggi l'intervista), la vicenda Wikileaks continua ad essere oggetto di attenzione e di preoccupazione per il ministero della Difesa americano.

A ormai un mese dalla pubblicazione sul sito di circa 77 mila documenti militari segreti sulla guerra in Afghanistan, una responsabile islandese del sito, Kristinn Hrafnsson, con una dichiarazione rilasciata alla France Presse ha reso noto che l'esercito americano sarebbe pronto a collaborare con il sito.

Oggetto della trattativa: i nomi contenuti negli altri 15 mila documenti classificati di cui il sito è in possesso e che si accingerebbe a pubblicare. Stando a Wikileaks, l'esercito Usa sarebbe disposto a collaborare per cancellare dai nuovi documenti i nomi delle persone coinvolte, in modo da non esporle a rischi. L'esercito americano "ha espresso la sua intenzione di aprire un dialogo al riguardo, hanno detto che sono pronti ad aprire una discussione" ha dichiarato la Hrafnsson.

Immediata la smentita del Pentagono. "Non abbiamo avuto alcun contatto diretto con Wikileaks", ha dichiarato a Washington il portavoce del ministero della Difesa Usa, Bryan Withman. "E comunque non siamo interessati a trattative volte a raggiungere un versione impersonale dei documenti classificati", ha aggiunto, ribadendo quella che, da sempre, è la posizione del Pentagono al riguardo: "La pubblicazione non autorizzata mette in pericolo la vita dei soldati della coalizione cosi' come quella degli afghani".

Dopo la pubblicazione dei quasi 77 mila documenti segreti dell'intelligence militare Usa sull'Afghanistan, il fondatore di Wikileaks ha reso noto la scorsa settimana da Stoccolma che il lavoro sui file era arrivato a metà, "abbiamo analizzato circa 8.000 documenti", prevedendo di pubblicare il materiale "entro due settimane". In quell'occasione, Assange ha sottolineato che che "i nomi degli innocenti che potrebbero subire una minaccia significativa" saranno "protetti". "La documentazione era quella messa da parte perché‚ contiene alcune informazioni che hanno maggiori chance di consentire l'identificazione delle persone", ha spiegato il fondatore di Wikileaks.

Secondo alcuni osservatori a Washington, quei documenti, il cui link è già apparso sul sito, sarebbero per Assange una sorta di assicurazione sulla vita. Se mai dovesse succedergli qualcosa i documenti saranno pubblicati integralmente. Dalla Svezia arriva poi la notizia di un accordo tra lo stesso Assange e il partito dei pirati: i documenti di Wikileaks verranno ospitati dai server dei pirati, una ulteriore assicurazione contro sabotatori e hacker prezzolati.

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