WikiLeaks: e ora provate a dichiararci cyberguerra

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Nel timore di rappresaglie tecnologiche da parte del Pentagono, il sito di informazioni riservate ha messo a disposizione degli utenti un misterioso file cifrato. Potrebbe contenere nuove scottanti rivelazioni. E lo hanno già scaricato in migliaia

di Raffaele Mastrolonardo

Cosa ci sia dentro nessuno lo sa. Nell'incertezza, però, lo hanno scaricato migliaia di persone da tutto il mondo. Anche in Italia. Si chiama “insurance.aes256” ed è un file cifrato: per conoscerne il contenuto ci vuole una password, che per il momento non è stata ancora rivelata.
La ragione di tanto interesse per un oggetto così misterioso è che è stato messo online da WikiLeaks, il sito di rivelazioni che ha recentemente pubblicato online 75 mila documenti segreti sulla guerra in Afganistan ed è pronto a metterne in rete altri 15 mila.
Sul contenuto di “insurance.aes256” sono già fiorite varie speculazioni. Chi pensa che si tratti dei nuovi documenti sull'Afghanistan, chi dell'archivio del sito o di una sua porzione e chi ipotizza possa trattarsi solo di una beffa.

Quanto alla ragione della misteriosa mossa, la tesi che trova più consensi è che si tratti di una sorta di “assicurazione” contro possibili cyber-attacchi da parte del governo americano.
Come ha spiegato l’editorialista del Washington Post Mark A. Thiessen, il Pentagono già dispone delle tecnologie per dichiarare “cyberguerra” a Wikileaks ed evitare la pubblicazione di nuovi materiali scottanti.
E proprio da questa minaccia ora il fondatore di Wikileaks Julian Assange prova a difendersi: nel caso in cui il sito venisse messo fuori uso, basterebbe rendere pubblica la chiave di decifrazione e improvvisamente chiunque sia in possesso del file potrebbe disporre dei contenuti scottanti e metterli a sua volta online, sconfiggendo così il tentativo di censura attraverso una sorta di rivelazione di massa distribuita.

Quanto alla sua diffusione, una mappa pubblicata da Wired mostra che il file è stato sicuramente già scaricato in varie zone di Stati Uniti ed Europa, in Australia, in Islanda e anche in Sardegna.
Secondo il sito i possessori potrebbero essere “migliaia” se non “decine di migliaia”. Il file è stato messo online in sordina alla fine di luglio sulla pagina dedicata di WikiLeaks ai documenti segreti sull'Afghanistan.
I link al materiale criptato sono tuttora pubblicizzati nella pagina di apertura della chat del sito (uno di questi punta al controverso sito The Pirate Bay, non accessibile dall'italia).

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