Ban Ki-moon in Pakistan: "Il peggior disastro mai visto"

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Mentre si contano ancora i corpi delle vittime si teme adesso la diffusione del colera. Intanto il segretario generale dell'Onu ha visitato le zone colpite dalle inondazioni, un'area grande quanto l'Italia. GUARDA LE IMMAGINI

L'Asia sommersa dalle piogge: le foto

Il Pakistan flagellato dalle alluvioni non ha il tempo di piangere i suoi 1.660 morti e deve fare i conti con la devastazione, ma anche con i dilaganti timori di un'epidemia di colera dopo il primo caso accertato nella valle dello Swat. Da solo però non ce la fa: ha bisogno dell'aiuto e dell'impegno della comunità internazionale. Subito, senza indugi.

E' accorato e fermo allo stesso tempo, l'appello del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon che domenica 15, al suo arrivo ad Islamabad, ha assicurato che "il mondo intero è con il Pakistan in questi giorni difficili".

Anche se i riflettori internazionali restano puntati sulla Cina dove ancora oggi - giornata di lutto nazionale - è aumentato il numero delle vittime delle inondazioni e degli smottamenti che la settimana scorsa hanno colpito il nord-ovest. I morti sono saliti a 1.248, mentre sono 496 le persone che mancano all'appello. Il bilancio più pesante degli ultimi dieci anni, tenendo conto delle 701 vittime di alluvioni registrate dall'inizio del 2010.

Prima di recarsi nell'area del Pakistan più devastata da quelle che sono state le peggiori inondazioni degli ultimi 80 anni - una superficie che gli esperti stimano grande quanto l'Italia - Ban Ki-moon ha incontrato il presidente e il primo ministro pachistani, Asif Ali Zardari e Yusuf Raza Gilani.

Ad Islamabad viene considerato reale il rischio di una "seconda e terza ondata" di inondazioni che provocherebbero danni ancora più ingenti di quelli già registrati. Sono una settantina i distretti danneggiati dalla violenza delle alluvioni e si contano 720.000 case rase al suole.

Le prime stime parlano di 1,2 milioni di pachistani che hanno perso tutto. Fra l'altro centinaia di villaggi sono stati devastati e decine di migliaia di persone sfollate in Balucistan: lo ha riferito un responsabile della città di Jaffarabad definendo la situazione "spaventosa".

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