Obama: "Sì a moschea vicino a Ground Zero"

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Il presidente americano, alla cena dell'Iftar che rompe il digiuno del Ramadan, organizzata alla Casa Bianca, si è detto favorevole a un centro islamico nella zona dove sorgevano le torri gemelle

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"I musulmani hanno gli stessi diritti a praticare la loro religione di chiunque altro in questo  Paese". Il Presidente americano, Barack Obama, ha scelto la cena  dell'Iftar, che rompe il digiuno del Ramadan, organizzata alla Casa  Bianca, per esprimersi in favore del progetto per la costruzione di un centro culturale islamico e di una moschea sul terreno di Ground Zero a Manhattan, colpito dall'attentato dell'11 settembre 2001.

Solo la scorsa settimana, invece il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, aveva spiegato che il Presidente, che pure lo scorso  anno al Cairo aveva decicato un discorso all'Islam e parlato di "un  nuovo inizio" nelle relazioni degli Stati Uniti con il mondo  musulmano, non voleva "essere coinvolto in processi decisionali locali".

"Capisco le emozioni che questo progetto solleva, Ground Zero e' un posto sacro. Questa e' l'America e il nostro impegno per la  liberta' religiosa deve essere saldo. Il principio secondo cui le  persone di tutte le fedi sono benvenute in questo Paese, e non saranno trattate in modo diverso dal governo, e' essenziale per ciò che  siamo", ha aggiunto.

Il candidato Repubblicano governatore per lo  stato di New York, Rick Lazio, ha subito risposto affermando che il  Presidente "continua a non ascoltare i newyorkesi: con oltre cento moschee a New York, non è una questione di religione, ma di sicurezza". "La causa di al Qaeda non e' l'Islam, e' una volgare distorsione dell'Islam. Al Qaeda ha di fatto ucciso più musulmani che persone di altre religioni e questa lista include i musulmani  innocenti uccisi l'11 settembre", è la replica di Obama.

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