Alluvione in Pakistan, c'è il rischio di epidemie

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La ong italiana Cesvi, presente nelle zone colpite dalle pioggie, lancia l'allarme: "C'è bisogno di acqua e cibo ma anche di medicinali contro le infezioni gastrointestinali e il colera". Molti distretti sarebbero ancora isolati dal resto del paese. FOTO

L'Asia sommersa dalle piogge: le foto

La ong italiana Cesvi denuncia la disperazione delle comunità colpite dall'alluvione in Pakistan. Diana Bassani, cooperante del Cesvi in Pakistan, lancia un grido di allarme dalle zone colpite dall'alluvione: "L'acqua portata dalle forti piogge monsoniche sta ora scorrendo verso sud lungo il fiume Indus, inondando le regioni del Punjab e Sindh e costringendo le persone ad abbandonare le proprie abitazioni". Nella provincia del KPK molti distretti come Kohistan, Lower Dir, Shangla e Upper Swat sono ancora isolati dal resto del paese. "Ci vorranno ancora diverse settimane prima che i sistemi elettrici e le infrastrutture vengano ripristinate", ha continuato la cooperante nel suo diario pubblicato sul sito web della ong, "mentre l'elettricità è stata ristabilita nei distretti di Charsadda e Nowshera dove il defluire dell'acqua ha permesso l'accesso alle operazioni di assistenza umanitaria. Tuttavia gli aiuti restano insufficienti rispetto ai bisogni delle popolazioni colpite". Il Cesvi lancia anche l'allarme epidemie: "le popolazioni colpite hanno bisogno sì di beni di prima necessità come cibo e acqua", ha spiegato Bassani, "ma soprattutto di medicinali contro le infezioni gastrointestinali e il colera, che minacciano principalmente donne e bambini". Le alluvioni hanno causato oltre 1600 morti.

Le gravissime inondazioni che hanno colpito il Pakistan due settimane fa hanno causato,  secondo il  presidente di Banca Mondiale, Roberty Zoellick, un danno di un miliardo di dollari all'agricoltura. Le alluvioni, causate da piogge monsoniche record, hanno inondato larga parte del paese, compresa la provincia centrale del Punjab, considerata il "granaio" del Paese. La maggior parte dei raccolti è andata distrutta nella calamità che ha interessato 14 milioni di persone, di cui circa 2 milioni sono i senzatetto. Secondo Zoellick, l'entità dei  danni "è più grande di quella causata dal terremoto del  2005".

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