Russia, i roghi nelle zone contaminate da Chernobyl

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Il fuoco, come confermato a SkyTG24 da Greenpeace, interessa anche la regione del disastro nucleare del 1986. Per le autorità è però tutto controllo. A Mosca la situazione migliora grazie ai temporali ma lo smog potrebbe tornare. FOTO E VIDEO

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Gli incendi che stanno devastando la Russia hanno colpito anche le zone contaminate dal disastro di Chernobyl, la cui centrale oggi si trova in territorio ucraino. Lo afferma il sito internet della Guardia forestale russa. Secondo Greenpeace sono circa 600 i roghi che potrebbero interessate i boschi in cui nel 1986 si sono depositate le particelle radioattive fuoriuscite dalla centrale atomica in fiamme. Sul sito di Greenpeace Russia, due giorni fa è stata pubblicata una mappa degli incendi nella Russia occidentale, dalla quale si deduceva che nel territorio di Briansk erano scoppiati almeno tre focolai nei boschi inquinati dalla radioattività di Cernobyl. Secondo il ministero russo per le situazioni di emergenza, i roghi che interessano le zone contaminate sono però tenuti costantemente sotto controllo e molti sono già stati spenti.

Intanto Mosca respira per la prima volta da quasi due mesi di afa che ha attanagliato gli abitanti, facendo salire in modo preoccupante il numero dei decessi negli ospedali. Inoltre si è dimezzata l'area colpita dagli incendi, dopo che i forti venti e i vigili del fuoco hanno domato le fiamme nei boschi e nei villaggi della Russia centrale. Nella notte un temporale ha ripulito l'aria di Mosca a un punto tale da far tornare quasi normale la concentrazione di ossido di carbonio. I termometri sono scesi sotto i 30 gradi, ma durante il giorno, secondo le previsioni, torneranno a 32-34 gradi.
Il capo del servizio meteorologico, Roman Vilfand, ha detto di non poter escludere un ritorno dello smog nella capitale. I forti venti hanno comunque spento molti roghi in tutte le zone calde del Paese.


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