Petroliera affonda in India: si teme il disastro ambientale

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Tonnellate di carburante e varie sostanze chimiche si sono riversate in mare, al largo di Mumbai, dopo uno scontro fra due navi. La marea nera si è già estesa e ha raggiunto un villaggio sulla costa. GUARDA LE FOTO

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Una collisione fra due navi da carico al largo del porto indiano di Mumbai, che in un primo momento era stata trattata dalle autorità come un incidente minore, ha assunto oggi, lunedì 9, i contorni di un disastro ecologico, per le molte tonnellate di carburante fuoriuscite da una falla sul cargo Msc Chitra e per il contenuto, ancora misterioso ma certamente pericoloso, di una piccola parte degli oltre 1.200 containers che stanno lentamente scivolando in mare.

Il Msc Chitra, battente bandiera panamense, ha urtato sabato 7 un altro cargo, il MV Khalijia-III, pure con bandiera panamense, che stava effettuando una manovra nelle acque del porto, mostrando subito gravi difficoltà di navigazione.

L'equipaggio di alcune decine di persone è stato evacuato a cinque miglia nautiche dalla costa mentre dalla chiglia squarciata il cargo ha subito cominciato ad imbarcare acqua, lasciando fuoriuscire molte tonnellate di carburante. Fonti giornalistiche hanno riferito che al momento della collisione il Msc Chitra aveva a bordo 1.219 container contenenti 2.662 tonnellate di carburante, 283 tonnellate di diesel, 88.040 litri di olio lubrificante più almeno 31 container stipati di non meglio identificati "pesticidi".

Confermando la loro presenza, il direttore generale del ministero dei Trasporti, S.B. Agnihotri, ha indicato che essi contengono agenti "corrosivi, tossici ed infiammabili" ed ha chiesto all'armatore ed alla Guardia costiera "una rapida verifica del tipo di prodotti presenti per prendere contromisure nel caso fossero gia' caduti in mare".

E mentre una chiazza oleosa si spandeva attorno ad essa, la nave si è inclinata progressivamente su un fianco (guarda le immagini) perdendo almeno 400 container e numerosi contenitori di pesticidi. Le tv locali hanno mostrato molti di essi, gravemente danneggiati e vuoti, già approdati sulla terra ferma.

Unica buona notizia, in serata le autorità hanno annunciato che un gruppo di esperti indiani e stranieri è riuscito a bloccare la perdita dai due serbatoi squarciati, ponendo un freno all'aggravamento della situazione ecologica. Nonostante ciò, il capo del governo dello Stato indiano di Maharashtra, Ashok Chavan, ha detto che lo stato della contaminazione ambientale  è "molto grave", perché le circa 400 tonnellate di carburante riversatesi in mare in tre giorni hanno raggiunto, spinte dalle onde, vari punti della costa di Mumbai, ed in particolare le spiagge di Alibaug, Marva e sull'isola di Elephanta, le cui grotte costituiscono un patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

Un altro allarme ha riguardato anche il Centro di ricerche atomiche Bhabha (Barc) perché una parte della chiazza oleosa ha lambito l'area di Sewree dove la struttura e' situata, consigliando ai tecnici di sospendere l'utilizzazione dell'acqua marina per il ciclo di raffreddamento della centrale. Gravissimi infine i danni economici causati dall'incidente. Il porto di Mumbai, il principale del paese,  è stato infatti chiuso al traffico marittimo mentre, dopo un vertice a cui sono intervenuti esperti di vari settori, anche la pesca e' stata proibita in una vasta area attorno al cargo che affonda, causando di riflesso un insostenibile pregiudizio a molte centinaia di famiglie di pescatori ed allevatori ittici.

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