Cina, fiume di fango su una città. Più di cento vittime

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Smottamenti di terra, causati dalle piogge monsoniche che hanno già messo in ginocchio il Pakistan e il Kashmir, hanno sepolto decine di case nella zona di Zhouqu, nel nord-ovest del Paese. I soccorritori scavano a mani nude. Oltre 2000 i dispersi

Le piogge monsoniche, che hanno già causato gravissime inondazioni in Pakistan e nel Kashmir indiano, continuano a seminare morte e distruzione. Smottamenti di terra, innescati dalle violenti precipitazioni, hanno inghiottito una città nel nord-ovest della Cina: almeno 100 vittime e 2.000 dispersi. Il premier Wen Jabao ha lasciato Pechino per andare direttamente sul posto a coordinare i soccorsi.

Le squadre di soccorritori scavano freneticamente tra i detriti nella zona di Zhouqu , nella Prefettura autonoma tibetana di Gannan, provincia nord-occidentale del Gansu, un'area dominata da ripide colline dove sabato notte sono cadute piogge torrenziali. Le frane hanno sepolto un certo numero di case e bloccato un fiume che si è gonfiato inondando una vasta area; distrutta anche una piccola centrale idroelettrica. Sul posto sono stati inviati i soldati dell'Esercito Popolare di Liberazione ed elicotteri.

I soccorritori hanno raccontato alla tv cinese che il fango e i detriti rendono impossibile usare macchinari pesanti. "Tante casupole a un piano sono state spazzate via e dobbiamo capire quanto persone siano morte", ha raccontato un residente in collegamento telefonico. "Avevamo già avuto frane e smottamenti, ma mai di questa entità". Le immagini mostrano fango e acqua melmosa che coprono le strade, auto capovolte e portate via e i soccorritori che lavorano senza sosta. Il presidente Hu Jintao e il premier hanno detto di non risparmiare sforzi per cercare di salvare vite umane.

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