Il diario di Karen: “Ho paura ma voglio aiutare chi soffre”

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Sul suo blog la dottoressa britannica ha raccolto i suoi pensieri prima della spedizione in Afghanistan dove è stata catturata e uccisa con 7 colleghi e due interpreti. I talebani: "Erano spie e cristiani, volevano convertire"

“Ho paura ma voglio aiutare chi soffre”. Può essere solo così per chi come Karen Woo vuole tentare di dare una speranza ai bisognosi dell’Afghanistan. Sul suo blog la dottoressa britannica racconta i preparativi per la spedizione attraverso un passo innevato a 4800 metri d’altitudine. Da quella scalata Karen non sarebbe più tornata. Lei ed altri sette volontari, con due interpreti locali, sono stati uccisi dai talebani.

Sono in tutto dieci le vittime della strage compiuta dagli studenti coranici nelle foreste della provincia di Badakhshan, nel nord del Paese. Si tratta di 5 uomini, tutti statunitensi, tre donne, una cittadina americana, una tedesca e una britannica, e due afgani. Altri due cittadini afgani sono invece sopravvissuti all'eccidio. Tutte le vittime facevano parte di un team di 12 persone che comprendeva medici oftalmici, un dentista, un medico generale e infermieri. La squadra stava tornando da un campo umanitario nella vicina provincia del Nuristan.

Qui, nella parte più orientale dell’Afghanistan, il Comitato internazionale della Croce Rossa si è guadagnato la stima della popolazione per la sua neutralità. L'ostilità però è forte verso alcuni gruppiche farebbero troppo proselitismo missionario o che sarebbero infiltrati da agenti dell'intelligence. Del resto in Afghanistan fare proselitismo cristiano è un delitto. Karen Woo però non apparteneva a nessuna delle due categorie, dice il quotidiano britannico Times; era una giovane ansiosa di darsi da fare, aveva fondato una sua propria associazione, Bridge Afghanistan, e da poco si era unita alla associazione cristiana Iam (International Assistance Mission) perché potevano farla entrare nel Nuristan.

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