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Mare nero, quando il petrolio terrorizza le coste

1' di lettura

Esplode una piattaforma nel Golfo del Messico: tonnellate di greggio in mare. E' catastrofe ambientale. Per capire cosa è successo e cosa potrebbe succedere Sky TG24 propone il reportage girato in Louisiana, dove la marea nera dà l'assedio. IL VIDEO

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Il 20 aprile l’esplosione della piattaforma petrolifera Deep Water Horizon al largo del Golfo del Messico ha segnato l’inizio della peggiore catastrofe ambientale nella storia degli Stati Uniti. 11 vittime, 4 stati coinvolti, conseguenze economiche, politiche, ambientali incalcolabili.

Quando le alte fiamme dell’esplosione vengono finalmente domate, si comprende che il pericolo non è passato. Il petrolio fuoriuscito dalla piattaforma ha inghiottito le acque del Golfo del Messico. La chiazza d'olio si allarga senza sosta, fino a lambire le coste della Lousiana e minacciare la Florida. Greenpeace parla immediatamente di "catastrofe ambientale senza precedenti".

Il 4 maggio la società perolifera britannica British Petroleum si assume tutte le responsabilità: “Pagheremo i danni” dichiara.
E da quel momento seguono tentativi e prove per arginare l’estendersi della macchia di petrolio. Le strategie messe in atto per contenere i danni della tragedia falliscono, però, diverse volte. Solo a fine giugno la marea nera sembra lentamente scomparire dalla superficie dell’acqua.

Per capire cosa è successo e cosa potrebbe succedere, Sky Tg24 propone il documentario dal titolo “Mare Nero”; il reportage di Liliana Faccioli Pintozzi girato in Louisiana, dove 5 anni fa impazzava Katrina e dove oggi la marea nera dà l'assedio.

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