Sarkozy: "Togliere cittadinanza a criminali stranieri"

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"La nazionalità francese deve poter essere ritirata agli stranieri che attentano alla vita di un poliziotto" dice il capo dell'Eliseo, e ribadisce la linea dura contro i rom e i clandestini

Togliere la cittadinanza francese ai cittadini “di origine straniera” che delinquono. E’ la proposta del presidente Nicolas Sarkozy, avanzata in occasione della nomina del nuovo prefetto dell'Isere, Eric Le Doiron, a Grenoble. L’annuncio, anticipato dal quotidiano Le Monde, segue gli scontri tra polizia e giovani di una banlieue avvenuti proprio a Grenoble, in cui un rapinatore di origine straniera è rimasto ucciso dagli agenti.

"Non possiamo esitare a rivedere i motivi che possono portare alla perdita della nazionalità francese - ha detto il capo dell’Eliseo - la nazionalità francese deve poter essere ritirata a tutte le persone di origine straniera che volontariamente attentano alla vita di un poliziotto o di chiunque altro rappresenti l'autorità pubblica". Per Sarkozy, inoltre, nemmeno i minori nati in Francia da genitori stranieri, dovrebbero acquisire automaticamente la cittadinanza, una volta compiuti i 18 anni, se si sono macchiati di episodi di delinquenza.

Il presidente francese ha anche sferrato un duro attacco contro gli immigrati irregolari in genere, che, sostiene, non possono godere degli stessi diritti dei cittadini regolari. "Mi auguro che si valutino i diritti e le prestazioni cui oggi hanno accesso gli stranieri clandestini – ha detto - una situazione irregolare non può conferire più diritti di una situazione regolare e legale”.

Ribadita, inoltre, la linea dura contro i Rom: “Entro la fine di settembre  - ha detto - saranno smantellati i campi che sono già stati oggetto di un'ordinanza del tribunale e per gli altri faremo in modo che si intervenga al più presto”. “Entro tre mesi, voglio che almeno la metà di questi accampamenti sparisca dal territorio francese" ha concluso.

Al giro di vite in materia di sicurezza annunciato da Sarkozy non sono mancate però le proteste. Circa 300 contestatori hanno accolto il presidente a Grenoble. Tra gli slogan dei manifestanti: "Grenoble è uguale a Chicago. E al Capone èuguale a Sarkozy".

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