Love Parade: è l'ora delle accuse incrociate

Love Parade: la commozione dopo la tragedia
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La polizia contro il sindaco, la stampa contro gli interessi economici, la ragazza italian ferita: "Si poteva evitare" il disastro che ha provocato 19 morti, 511 feriti di cui 43 gravi e un caos che fa contare ancora 1138 dispersi.

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Nella Germania ancora sotto shock per i 19 morti alla Love Parade di Duisburg, nonostante gli abitualmente elevati standard di sicurezza del Paese, è andato in scena oggi uno scaricabarile tra polizia e sindaco della città renana sulle responsabilità della tragedia. Terzo elemento, sullo sfondo, le accuse di avidità rivolte da media agli organizzatori che a loro volta accusano la polizia.
Sullo scambio di accuse si è levata la voce della cancelliera Angela Merkel - rimasta in vacanza in Baviera al festival wagneriano di Bayreuth ma pronta a tornare per i funerali - la quale ha fatto sapere di aspettarsi una "scrupolosa" indagine.

Oltre ai 19 morti, la terribile calca che ha sconvolto il raduno di musica techno ha causato anche anche 511 feriti secondo gli ultimi dati della polizia, di cui 43 gravi. Il caos è stato tale che sono date formalmente per disperse ancora 1.138 persone. Fra le vittime, c'è anche la giovane bresciana, Giulia Minola. La sua amica, una dei quattro feriti italiani, ha ricordato  che si è trattato di "una tragedia evitabile". Una denuncia forte venuta da una ragazza provata, quella di Irina Di Vincenzo che ha sostenuto che "la polizia ha sbagliato".

Quasi rispondendo alla giovane di Grugliasco e alle tantissime critiche dei partecipanti al raduno piovute sulle forze dell'ordine, alti esponenti del sindacato di Polizia, tra cui il presidente nazionale Rainer Wendt, hanno sostenuto di aver messo in guardia da tempo sulla pericolosità dell'area scelta per la manifestazione, troppo piccola e recintata in modo da rendere difficile un'evacuazione. Il sindaco Adolf Sauerland "era sotto un'enorme pressione, non voleva fare il guastafeste", ha sostenuto il sindacalista della polizia. Il borgomastro, che ieri si è dovuto far difendere da guardaspalle per evitare un'aggressione durante un sopralluogo, ha respinto numerose richieste di dimissioni sostenendo di aver "fatto tutto il possibile per rendere sicura" l'area e ha chiesto "tempo per far luce su questi terribili eventi".
"Affari al posto della sicurezza", sintetizza però in un titolo il quotidiano Sueddeutsche Zeitung riferendosi agli interessi economici del raduno organizzato nel dismesso scalo merci della città nei pressi del confine olandese. Il settimanale Der Spiegel, citando documenti, ha rivelato che l'area era stata autorizzata per accogliere al massimo 250 mila persone: gli stessi organizzatori invece, che avevano parlato di 1,4 milioni di partecipanti per farsi pubblicità, avevano annunciato in Comune l'arrivo di 500 mila persone, quindi il doppio del consentio (ultime stime della polizia sono di 300-500 mila nel corso dell'intera giornata). Dal canto suo il patron della manifestazione, Manfred Schaller, ha scaricato la colpa sulla polizia accusandola di aver fatto aprire in maniera improvvida alcuni accessi creando un "afflusso incontrollato" al tunnel che poi ha creato il micidiale intasamento.


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