Mai più Love Parade

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Bufera sul festival techno in cui sono morte 19 persone, tra cui l'italiana Giulia Minola e altri 5 stranieri. “Non sappiamo spiegarci come sia potuto accadere” dicono le autorità locali. Ma sugli organizzatori piovono le accuse. I VIDEO, LE FOTO

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In fondo all'articolo i video con gli aggiornamenti sulla tragedia alla Love Parade di Duisburg

“Non sappiamo spiegarci quello che è successo. Avevamo predisposto tutto”.
Queste le parole di autorità locali e organizzatori nel corso della conferenza stampa all'indomani dalla strage alla Love Parade di Duisburg, dove 19 persone, tra le qual Giulia Minola, un'italiana di Brescia di soli 21 anni, sono rimaste schiacciate dalla folla in tunnel che conduceva al festival techno.
"Non vi  possono essere parole sufficienti a descrivere il nostro choc" ha detto Rainer Schaller, tra gli organizzatori del festival. E ha assicurato che si faranno tutti gli sforzi per capire il perché di questa drammatica tragedia.
Il giorno dopo, Duisburg cerca di fare i conti con la tragedia; per capire cosa non ha funzionato e chi ha sbagliato.
E intanto montano le polemiche e la accuse ad organizzatori e autorità locali per non aver approntato un sistema di sicurezza adeguato.

E dopo il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che sabato notte si era dichiarata sconvolta, ha parlato il presidente Christian Wulff che ha chiesto un'inchiesta approfondita per determinare le cause del drammatico incidente. Intanto, il sindaco della città tedesca, Adolf Sauerland, ha difeso il suo operato parlando di un sistema sicurezza "solido" messo in campo in vista del raduno che, secondo le stime, ha attirato 1,4 milioni di persone. "Non è stato il sistema di sicurezza che non ha funzionato, ma probabilmente la responsabilità risiede in errori individuali" ha detto. Molti la pensano diversamente.


Le accuse - Il fondatore della manifestazione, Matthias Roeingh conosciuto come Dr Motte, che da anni non ha più nulla a che vedere con la kermesse musicale, accusa gli organizzatori di aver mirato solo a far soldi, trascurando le necessarie misure di sicurezza. "I responsabili sono gli organizzatori", ha spiegato, definendo "uno scandalo" il fatto che ai giovani partecipanti sia stato consentito l'accesso allo scalo merci dismesso di Duisburg solo attraverso un unico ingresso. "L'unica cosa che contava era fare soldi", attacca Dr. Motte, "gli organizzatori non hanno mostrato il minimo senso di responsabilità verso la gente". Anche il sindacato di polizia ha criticato le lacunose misure di sicurezza adottate, poiché secondo il vice presidente della polizia del Nordreno-Westfalia, Wolfgang Orscheschek, l'area su cui si è svolta la Love Parade era troppo piccola per poter accogliere tutti i partecipanti, "vittime di interessi materiali". Orscheschek ha aggiunto che i responsabili dell'amministrazione cittadina sono stati fortemente condizionati dagli organizzatori, "quando hanno manifestato i loro forti dubbi riguardanti le misure di sicurezza", ma alla fine non hanno potuto far altro che accettare. Un alto funzionario di polizia ha dichiarato che la manifestazione di Duisburg è stata autorizzata dai responsabili cittadini solo il 21 luglio, "con un testo di appena due pagine, quando per una semplice festa rionale le norme da rispettare richiedono almeno cinque volte tanta carta". Dal canto suo, l'organizzatore della festa raver, Rainar Schaller, si è trincerato dietro risposte evasive, sostenendo che spetta adesso alla procura chiarire le cause di quanto é accaduto.

Mai più Love Parade - Ad oggi, però, una cosa sola è certa. Non ci saranno più Love Parade. L'organizzatore Rainer Schaller ha infatti annunciato la chiusura definitiva della manifestazione. "Le parole non bastano per spiegare le dimensione dello sconcerto", "la cosa più importante è che si chiariscano i fatti", ha aggiunto.

L'inchiesta - La Procura di Duisburg ha ufficialmente aperto un'inchiesta sulla tragedia alla Love Parade di Duisburg indagando al momento per omicidio colposo. L'area dove si svolgeva il concerto "poteva accogliere oltre 300.000 persone, ma non è mai stata piena", ha sostenuto in conferenza stampa Wolfgang Rabe, capo dell'unità di crisi. Secondo gli organizzatori, la Love Parade ha richiamato, nel corso dell'intera giornata, circa 1,4 milioni di persone. Per Rabe, le "sole cifre attendibili" sono quelle relative alle persone arrivate via treno, che alle 14 risultavano essere 105.000.

Le vittime -  La polizia di Duisburg ha accertato l'identità di 16 delle 19 vittime nella tragedia della Love Parade. Si tratta di 11 donne e 8 uomini di età compresa tra i 18 e i 38 anni. Gli stranieri morti a Duisburg sono un'italiana, Giulia Minola, una 27enne australiana, una cinese, un bosniaco, un olandese e due studenti universitari spagnoli, un ragazzo e una ragazza. Tutte le famiglie sono state informate, ma le autorità tedesche non hanno ancora reso noti i nomi. Per quanto riguarda i feriti, invece, l'ultimo bilancio è di 516, di cui quattro italiani, questi ultimi tutti medicati e già dimessi.
I giovani sono morti schiacciati, calpestati, asfissiati nella calca terribile chesi è creata attorno alle 17 di sabato in un tunnel lungo 200 metri e largo 20 che avrebbe dovuto portarli sulla grande spianata all'aperto per il concerto finale. Il sottopasso si è trasformato in una trappola mortale, un imbuto che ha stritolato la gente. Nella ressa asfissiante, molti giovani hanno cercato una scorciatoia all'aperto arrampicandosi su una scala di sicurezza e alcune impalcature. Sotto il peso, le strutture sarebbero crollate schiacciando la gente sotto e creando panico generale.


Guarda i video con tutti gli aggiornamenti sulla tragedia alla Love Parade:

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