La Marea Nera che spaventa il gigante asiatico

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Le autorità cinesi hanno annunciato la parziale riapertura del porto di Dalian dove venerdì scorso, l’esplosione di un oleodotto, ha riversato in mare tonnellate di greggio. Corsa contro il tempo per evitare che la macchia raggiunga acque internazionali

E' stato completamente riparato l'oleodotto del porto di Dalian che ha causato la più grande fuoriuscita di petrolio del paese. Venerdì scorso una condotta è esplosa nel porto Xingang dopo che un tanker aveva scaricato 300.000 tonnellate di petrolio. Le autorità locali hanno deciso di riaprire parzialmente alle operazioni navali il porto, tant'è che la prima petroliera è approdata e sta caricando l'oro nero.

Le autorità hanno però spiegato che il porto resterà funzionante solo parzialmente ancora per qualche tempo, fino a quando l'intera struttura non sarà stata messa in sicurezza e risolti i problemi derivati dallo scarico in mare del petrolio.

Secondo quanto riferisce la China Central Television, oltre 1500 tonnellate di petrolio sono state recuperate, ma si devono ancora pulire 430 chilometri quadrati di mare, che minacciano l'ecosistema. La pesca nell'acqua intorno a Dalian è stata vietata fino alla fine di agosto e militari, pompieri e volontari, oltre ai pescatori locali, si stanno adoperando per pulire il mare.

Secondo l'agenzia Nuova Cina, 40 imbarcazioni per il recupero del petrolio e 800 navi da pesca stanno lavorando alacremente per ripulire la zona. Più di 15 chilometri di barriere anti petrolio sono state calate in mare per evitare che la marea nera si disperda e raggiunga anche le acque internazionali. Una persona è morta e un'altra e dispersa nelle operazioni di pulizia.

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