Obama: "Con Cameron parliamo un linguaggio comune"

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Alla Casa Bianca conferenza stampa congiunta del presidente Usa e del premier britannico. Affermata una sintonia d'intenti, sia pure con alcune puntualizzazioni sulla questione marea nera e sul caso del rilascio dell'attentatore di Lockerbie

Al termine dell'incontro privato alla Casa  Bianca c'è stata una conferenza congiunta del presidente Usa Barack Obama e del primo ministro britannico David Cameron. Il capo di Stato americano ha subito rilevato come tra Stati Uniti e Gran Bretagna vi sia una generale consonanza di vedute, affermando. "Parliamo quasi sempre una lingua comune".

Nello specifico sintonia d'intenti, in primo luogo, sulla questione afghana, relativamente alla quale Obama ha parlato della Conferenza di Kabul come di "un passo in avanti importante". David Cameron ha specificato che Stati Uniti e Gran Bretagna "hanno una forte agenda comune sull'Afghanistan, la ripresa economica dalla crisi e il Medio Oriente".

Sul tema scottante della marea nera il premier britannico ha riconosciuto che si tratta d'una catastrofe e che la British Petroleum è tenuta a ripulire e risarcire le vittime. Cameron ha però ribadito, al contempo, l'importanza del colosso petrolifero per l'economia dei due Paesi.

E' stata quindi affrontata la questione dell'attentatore di Lockerbie Abdelbaset Al Megrahi, rilasciato dalle autorità scozzesi nel 2009. Il numero uno della Casa Bianca ha dichiarato che il premier britannico "condivide la nostra rabbia e fa obiezioni su quel che è successo", aggiungendo che gli Usa "danno il benvenuto a nuove informazioni" sulla vicenda. Al riguardo, però, Cameron ha puntualizzato che un'inchiesta formale, come richiesto dal segretario di Stato Hillary Clinton, non è affatto necessaria: "Abbiamo detto fin dall'inizio che era una decisione sbagliata".

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