Amiri dall'Iran: "Sono stato torturato negli Usa"

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Si infittisce la spy story che vede protagonista lo scienziato iraniano Shahram Amiri, rientrato in patria accusando gli Stati Uniti di averlo rapito. Ma il Washington Post scrive che la Cia gli ha dato 5 milioni per informazioni sulla bomba di Teheran

Lo scienziato nucleare iraniano Shahram Amiri che sostiene di essere stato rapito da agenti della Cia un anno fa è tornato in patria dagli Usa stamani dicendo di aver subito pressioni per mentire sul programma nucleare iraniano.

Washington nega di aver rapito Shahram Amiri e insiste che l'uomo abbia vissuto liberamente negli Stati Uniti. Un funzionario americano ha però precisato che gli Usa, alla ricerca di dettagli sulle attività nucleari di Teheran, hanno ottenuto informazioni da lui.

Amiri, 32 anni, ha più volte ripetuto di essere stato rapito nel 2009 durante un pellegrinaggio in Arabia saudita e trasferito negli Usa, aggiungendo che gli erano stati offerti 50 milioni di dollari per restare in America e "diffondere bugie" sui lavori nucleari iraniani.

Lo scienziato ha aggiunto che agenti israeliani sono stati coinvolti nei suoi interrogatori. Oggi il Washington post - citando funzionari Usa - scrive che Amiri sarebbe stato pagato più di 5 milioni di dollari dalla Cia per fornire informazioni, aggiungendo che l'uomo non è stato obbligato a restituire il denaro ma potrebbe non poter accedervi dopo aver terminato la "cooperazione significativa".

Alla domanda sul perché Amiri sia tornato a casa, un funzionario Usa, che chiesto di restare anonimo, ha detto a Reuters che le autorità iraniane potrebbero aver fatto pressioni sulla sua famiglia.

Ma Amiri, che ha un figlio di 7 anni, ha detto: "La mia famiglia non ha problemi". Teheran e Washington si sono scambiate accuse sulla vicenda, che ha sottolineato una profonda sfiducia tra le due nazioni.
"Gli americani volevano che dicessi che ero in America di mia spontanea volontà per usarmi per rivelare alcune informazioni false sui lavori nucleari in Iran", ha detto Amiri ai giornalisti al suo arrivo all'aeroporto internazionale di Teheran Imam Khomeini.
"Ero sotto un'intensa pressione psicologica da parte della Cia. L'obiettivo principale di questo rapimento era mettere in atto un nuovo gioco politico e psicologico contro l'Iran".

Usa e Europa temono che l'Iran stia tentato di costruire armi atomiche sotto la copertura di un programma nucleare per scopi civili. L'Iran sostiene di aver bisogno di questa tecnologia per creare energia.

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