Iran, doppio attacco suicida in una moschea

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Un doppio attentato kamikaze nel sud del Paese ha provocato almeno 20 morti e centinaia di feriti. Stando alle prime ricostruzioni un uomo travestito da donna si è fatto esplodere. All’arrivo dei soccorsi, la seconda esplosione

Almeno 20 persone sono state uccise altre 100 ferite nel duplice attentato compiuto questa sera contro una moschea sciita a Zahedan, nel sud est dell'Iran. "Le due esplosioni davanti alla moschea Jamia di Zahedan hanno provocato più di 100 feriti e più di 20 martiri", ha dichiarato Fariborz Rashedi, responsabile dei servizi di soccorso della provincia del Sistan-Baluchistan, citato dall'Irna, l’agenzia di stampa iraniana.

Secondo l'agenzia, la prima esplosione ha avuto luogo verso le 21,20 locali (le 18,50 italiane), seguita a breve distanza da un'altra bomba.

Secondo Hossein Ali Shahriari, deputato di Zahedan, citato dall'agenzia Fars, si è trattato di due attentati suicidi. Il primo sarebbe stato perpetrato da un uomo travestito da donna. "L'attentatore, vestito da donna, tentava di entrare nella moschea", quando si è verificata la prima esplosione, ha detto Shahriari."Quando la gente è accorsa per soccorrere i feriti si è fatto saltare in aria un secondo uomo", ha aggiunto.

L'attentato più recente rivendicato dal gruppo sunnita Jundallah, compiuto nell'ottobre 2009, era costato la vita a 42 persone fra cui diversi ufficiali dei Pasdaran, a Pishin, località vicina alla frontiera pachistana. Il duplice attacco di oggi ha preso di mira una riunione fra comandanti dei Pasdaran e capi tribali destinata a "rafforzare l'unità fra sciiti e sunniti".

Il capo del gruppo, Abdolmalek Righi, è stato impiccato il 20 giugno. Righi era stato catturato a febbraio nel corso di uno spettacolare dirottamento verso un aeroporto iraniano di un volo internazionale a bordo del quale si recava dagli Emirati arabi uniti in Kirghizistan.

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