Lahore, attacco kamikaze alla tomba del santo. 43 morti

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Doppio attacco suicida nella città pakistana al mausoleo del santo mussulmano Data Gunj Bakhsh. Feriti oltre 170 fedeli. Talebani smentiscono ogni tipo di coinvolgimento: “Noi non attacchiamo luoghi pubblici” . GUARDA IL VIDEO

E' di 43 morti, tra cui molte donne e bambini, l'ultimo bilancio dell'attacco suicida di ieri sera a una tomba di un santo musulmano Sufi nella città di Lahore, la capitale culturale del Pakistan. Nell'attacco, avvenuto durante l'ora di massima affluenza al mausoleo, sono rimasti feriti oltre 170 fedeli. Solo 28 corpi sono stati finora identificati, secondo quanto riportato da Geo News.     

Il gruppo talebano Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp), che ha le sue roccaforti nel nord ovest, ha smentito ogni coinvolgimento nella strage. In una telefonata da una località sconosciuta un portavoce ha affermato che i "talebani non attaccano luoghi pubblici" e ha condannato il massacro.    

Secondo una prima ricostruzione, accreditata anche dalle immagini riprese dal circuito televisivo interno, un kamikaze imbottito di circa 20 chili di tritolo si è fatti saltare in un seminterrato. Pochi minuti dopo un altro attentatore è esploso vicino all'ingresso.
   
Il mausoleo, dedicato al santo persiano Data Gunj Bakhsh, è una meta popolare dei musulmani sufi, corrente moderata dell'Islam considerata eretica dagli estremisti.
   
Dopo la carneficina è scattato lo stato di massima allerta in tutti i luoghi di culto, in particolare nelle città di Karachi, Quetta, Peshawar, affollati oggi per la preghiera del venerdì.

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