Spie russe, gelo tra Usa e Russia

Il presidente russo Dmitry Medvedev - Foto Ap
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Forte irritazione a Mosca per gli arresti avvenuti negli Stati Uniti, mentre dalla Casa Bianca arrivano segnali distensivi

Il caso delle dieci spie russe arrestate dall'Fbi rischia di far saltare i delicati rapporti tra la Casa Bianca e il Cremlino. Per tutta la giornata si sono alternate dichiarazioni stizzite da Mosca per gli arresti e tentativi da parte della Casa Bianca di gettare acqua sul fuoco. In serata un funzionario del dipartimento di Stato americano ha assicurato che la vicenda delle spie riguarda "vestigia del passato e che non vengono rimesse in discussione il miglioramento dei rapporti tra i due paesi. Parole confermate e rafforzate direttamente dalla casa Bianca che ha assicurato che gli arresti non influenzerà il "reset", il nuovo inizio, dei rapporti tra Stati Uniti e Russia.

L'operazione dell'Fbi, che ha fermato dieci persone sospettate di aver svolto operazioni di spionaggio a favore della Russia dagli Stati Uniti, ha risvegliato vecchi umori invece al di là dell'Atlantico. Vladimir Putin, che oggi si incontrava con l'ex presidente Bill Clinton, senza mezzi termini ha dichiarato che negli Usa "la polizia ha perso il controllo e sta gettando persone in carcere". Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha difeso le presunte spie catturate dall'Fbi, spiegando che i dieci cittadini russi arrestati non hanno commesso nessuna azione contro gli interessi americani chiedendo che possano essere assistiti dai consolati russi.

Il ministro degli Esteri russo si è anche spinto più in là nelle sue dichiarazioni, paventando una specie di complotto ai danni di Barack Obama. "Certo è", ha detto il ministro in un'intervista televisiva, "che hanno scelto con grande raffinatezza il momento" in cui fare gli arresti. "In ogni caso", ha aggiunto il portavoce del ministero, Andrei Nesterenko, "rammarica che tutto ciò accada sullo scenario di quell'azzeramento delle relazioni tra Russia e Stati Uniti annunciato dall'amministrazione USA". L'operazione del FBI, ha continuato, "non ha fondamento e vuole raggiungere vergognosi obiettivi". "Il timing degli arresti non è casuale", spiega Fyodor Lukyanov, esperto del magazine "Russia in Global politics", "credo che negli Stati Uniti vi sia una forte opposizione a Obama e alla sua politica di riavvicinamento alla Russia. Obama dovrà stare molto attento".

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