Pedofilia, lascia la commissione della Chiesa in Belgio

La commissione, creata dalla Chiesa per esaminare i casi di abusi sessuali sui minori in Belgio e guidata da Adrianssens, si è dimessa nella sua totalità
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La commissione, guidata da Peter Adriaenssens, raccoglieva le testimonianze delle presunte vittime. Lo psichiatra: "Le perquisizioni mostrano mancanza di fiducia delle autorità giudiziarie nel nostro lavoro". Il Papa contro i giudici: "Modi deplorevoli"

A seguito del sequestro di 475 dossier da parte della magistratura, il prof. Peter Adriaenssens, presidente della Commissione d'inchiesta istituita dall'Episcopato del Belgio per far luce sui casi di abusi sessuali commessi da religiosi, ha rassegnato le dimissioni. La notizia viene riportata dal quotidiano "De Standaard" al quale Adriaenssens in un'intervista denuncia: "Siamo stati utilizzati come esca". I giudici, rileva lo psichiatra, "hanno agito in questo modo perché pensavano che potessimo tenere nascosta la verità, mentre la nostra intenzione era di lavorare in piena trasparenza". Ma a gettare la spugna è tutta la commissione creata dalla Chiesa per esaminare i casi di abusi sessuali.

Al centro dell'attenzione, dunque, ancora le perquisizioni compiute dalla magistratura belga -a caccia di documenti sui preti pedofili - nella cripta della cattedrale di Malines e nella sede dove era riunito l'episcopato belga. Perquisizioni che Papa Benedetto XVI ha definito "deplorevoli e sorprendenti".

I giudici belgli sono infatti accusati di aver violato le tombe degli ex primati (alla ricerca di documenti), disturbato la riunione della Conferenza Episcopale e portato via 475 dossier di una commissione che indagava per conto della Chiesa su abusi commessi da religiosi. 
Il Papa ha voluto sgombrare il campo da qualsiasi malinteso e ha ribadito che lui sta con le vittime e non con i pedofili. "La giustizia - ha auspicato Joseph Ratzinger in una lettera inviata a mons. André Leonard, neo arcivescovo di Bruxelles - faccia il suo corso, a garanzia dei diritti fondamentali delle persone e delle istituzioni, nel rispetto delle vittime". Una netta scelta di campo, rafforzata oltretutto dalla richiesta di "un riconoscimento senza pregiudiziali di quanti si impegnano a collaborare" con la giustizia, "nel rifiuto di tutto quanto oscura i nobili compiti ad essa assegnati", anche se il Papa definisce sorprendenti e deplorevoli", nella sua lettera, "le modalità con cui sono state condotte le perquisizioni nella Cattedrale di Malines e nella Sede dove era riunito l'Episcopato belga in una sessione plenaria che, tra l'altro, avrebbe dovuto trattare anche aspetti legati all'abuso di minori da parte di membri del clero".

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