Afghanistan, Isaf accusata di un nuova strage di civili

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Otto persone hanno perso la vita la scorsa notte a Kandahar. Secondo quanto comunicato dalla missione internazionale gli otto erano armati e proteggevano un comandante talebano. Fonti locali: “Erano tutti civili uccisi mentre dormivano”


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Otto persone sono morte oggi alla periferia di Kandahar, capoluogo della omonima provincia meridionale dell'Afghanistan, in una operazione della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) contro una base dei talebani che però ha provocato polemiche.
   
In un comunicato, infatti, l'Isaf indica che una forza mista afghana e internazionale "ha ucciso un comandante talebano, Shyster Uhstad Khan, e numerosi uomini armati la notte scorsa a Kandahar".  Ma il capo della polizia investigativa di Kandahar, colonnello Muhammad Shah Farooqi, ha detto all'agenzia di stampa Pajhwok che "otto civili sono stati uccisi in un blitz realizzato da militari internazionali in alcune case della città”.

L'Isaf sostiene che quando il reparto militare si è avvicinato alla zona segnalata "è stato accolto da fuoco ostile" cui ha risposto immediatamente per legittima difesa "uccidendo numerosi uomini armati, fra cui Khan.    Quest'ultimo, si dice ancora, aveva assunto l'incarico di alto responsabile dei rifornimenti dopo che il suo predecessore era stato arrestato dalle forze internazionali mesi fa.
   
La Pajhwok riferisce però la testimonianza di Muhammadhullah, parente di cinque vittime della stessa famiglia, secondo cui esse "sono state uccise nel sonno e nel loro letto".
   
"Siamo fuggiti dalla provincia di Helmand per l'incertezza del conflitto - ha aggiunto - e adesso mi rendo conto che venire a Kandahar non è stata una buona idea"

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