Francia, 30 anni al cannibale del carcere di Rouen

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Nel gennaio del 2007 aveva ucciso un compagno di cella e mangiato un pezzo del suo polmone "per strappargli l'anima". Nicolas Cocaign è stato condannato per omicidio volontario e atti di tortura e barbarie

Nel gennaio del 2007 aveva ucciso un compagno di cella e mangiato un pezzo del suo polmone "per strappargli l'anima". Ieri Nicolas Cocaign, ribattezzato “il cannibale della prigione di Rouen” dai media francesi, è stato condannato a 30 anni di prigione, di cui 20 con regime di massima sicurezza. "Ho avuto una pulsione sessuale. Una botta d'adrenalina irrefrenabile" ha spiegato, tentando di giustificarsi, l'uomo, per cui la difesa aveva chiesto l'irresponsabilità penale per incapacità di intendere e di volere. "Ha ucciso perché è pazzo, completamente pazzo", aveva dichiarato durante l'arringa conclusiva il suo difensore, Fabien Picchiottino, aggiungendo che "è dal secolo dei Lumi che i malati mentali non vengono più giudicati". "Un uomo che si muove nell'orrore non è necessariamente colpito da follia" aveva ribattuto per l'accusa il pubblico ministero Elisabeth Pelsez, sostenendo che l'imputato aveva "tutta la propria lucidità” al momento dei fatti, ma evitando comunque di chiedere il massimo della pena in ragione del "disagio psicotico" che aveva "alterato" l'omicida.

Alla fine, il giudice del tribunale di Rouen, nel nord della Francia, ha dato ragione alla procura e alla maggioranza (cinque su sette) degli esperti di psicopatologia chiamati a testimoniare, che in aula avevano spiegato come l'imputato soffrisse effettivamente di disturbi mentali, ma era comunque in parte responsabile delle proprie azioni. Cocaign è stato quindi condannato, dopo quattro ore di camera di consiglio, a 30 anni per omicidio volontario e atti di tortura e barbarie.

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