Fini: "Chi ha rapito Shalit non è combattente ma terrorista"

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Il presidente della Camera in visita a Gerusalemme parla del soldato israeliano, da quattro anni nelle mani dei rapitori.: “Hamas è un’organizzazione terroristica. Positivo e bello che Roma sia in prima fila in questa vicenda”

Hamas è senza dubbio un'organizzazione terroristica e la vicenda del sequestro del soldato israeliano Shalit, da quattro anni nelle mani dei rapitori, ne è la riprova. È l'opinione del presidente della Camera Gianfranco Fini che questa mattina ha visitato la sinagoga italiana a Gerusalemme rivolgendo un saluto alla comunità italiana di Israele.

Alla vigilia del quarto anniversario del rapimento del soldato israeliano, nel giorno in cui a Roma si spegneranno le luci del Colosseo per ricordarlo, la terza carica dello Stato osserva: "Questa vicenda dimostra in modo inequivocabile quello che tutti sanno ma non tutti vogliono ammettere. E cioè che chi ha rapito Shalit non è un combattente perchè ciò che gli è stato imposto viola le convenzioni internazionali e i relativi diritti della persona umana". Fini ha ricordato che non è stato permesso a nessun organismo internazionale nè ai genitori del soldato di visitarlo o di sapere dove si trovi: "E' la riprova che chi lo ha rapito non è un combattente, non è un resistente ma va considerato per quel che è, cioè un terrorista. Questa considerazione va diffusa anche nella comunità italiana per rimarcare colpe e responsabilità. Hamas è un'organizzazione terroristica". Quindi Fini ha definito "positivo e bello" che "Roma sia in prima linea nel ricordare il dramma di Shalit".

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