Marea nera, morti due operai in operazioni Bp

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Un guasto a un robot sottomarino ha indotto la compagnia petrolifera a rimuovere temporaneamente la cupola di contenimento. Deceduti anche due dipendenti, di cui uno si è tolto la vita perché disperato per il disastro

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Sembra non avere fine la tragedia della marea nera nel Golfo del Messico. A Washington l'ammiraglio Thad Allen, responsabile per le operazioni di contenimento del greggio, ha riferito che a causa di un incidente il tappo sul pozzo della Bp è stato temporaneamente tolto e dovrebbe essere riposizionato nelle prossime ore. Allen ha parlato di guasto a un robot sottomarino con conseguente fuga di gas. Senza tappo il flusso di petrolio, che fuoriesce dal pozzo della Bp nel Golfo del Messico, è aumentato in maniera significativa, anche se parte del greggio continua a essere bruciato in superficie.

Nella stessa conferenza stampa l'ammiraglio ha reso noto che due tecnici della compagnia petrolifera sono morti in due diversi incidenti, legati alle operazioni di contenimento del greggio. Uno dei due operai è annegato, mentre l'altro si è tolto la vita con una pistola Glock. Sulle cause del suicidio il medico legale della contea di Baldwin in Alabama ha dichiarato: "L'uomo era disperato per la crisi del petrolio". William Allen Kruse aveva 55 anni e si era recato al lavoro come tutte le mattine. Poi il tragico gesto. Le due vittime del 23 giugno si aggiungono così alle undici, che hanno perso la vita in seguito all'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon.


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