La marea nera vista dagli aquiloni

Una foto della marea nera scattata con gli aquiloni (foto Flickr)
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Un ricercatore americano ha ideato un interessante esperimento per documentare l’impatto del petrolio che sta minacciando le coste americane. Per farlo si avvale di tanti aquiloni che volano nel cielo equipaggiati con una piccola fotocamera

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di Floriana Ferrando

Se ne parla tutti i giorni da mesi, ce lo raccontano come uno dei peggiori disastri per l’ambiente, ma cosa sta davvero succedendo Oltreoceano, dal Golfo del Messico alle coste della Louisiana?
A dircelo è il progetto Grassroots Mapping, attraverso il quale verrà costruita una vera e propria mappa fotografica dell’area colpita con l’aiuto dei cittadini. L’idea nasce da Jeffrey Yoo Warren, un ricercatore del Massachusetts Institute of Technology che vuole documentare gli effetti devastanti della fuoriuscita di petrolio dell’aprile scorso; per farlo gli bastano qualche aquilone e altrettante fotocamere. 

Potrà sembrare un’idea assurda ma, invece, si tratta di una trovata formidabile. Warren covava da tempo l’idea di riuscire a elaborare degli strumenti che potessero essere utilizzati per scattare foto aeree senza l’uso di apparecchiature costose e ora sembra esserci riuscito: bastano un semplice aquilone, qualche sacchetto dell’immondizia, una fotocamera digitale, un piccolo contenitore di elio e il gioco è fatto. A chiunque vorrà partecipare all’iniziativa sarà fornito lo speciale aquilone e basterà lanciarlo in cielo per immortalare le conseguenze della fuoriuscita di petrolio.

A sostenere economicamente il progetto rendendolo realizzabile ci pensano le donazioni registrate dal sito di raccolta fondi Kickstarter. Con questi soldi si cercherà di realizzare il maggior numero di kit da ripresa da distribuire a chiunque abbia voglia di dare una mano a raccogliere le foto della marea.
Warren non ha certo intenzione di duplicare le immagini satellitari, sta cercando piuttosto di democratizzarle: ci sono decine e decine di scatti della marea nera ma la maggior parte sono nelle mani del Governo o di imprese private; con questo progetto i cittadini avranno pieno accesso alla tutt’altro che sofisticata ma certamente curiosa tecnologia, in modo da poter loro stessi produrre in maniera semplice e poco costosa le immagini aeree della catastrofe e utilizzarle poi a loro piacimento.

Il progetto ambisce a qualcosa di più di una semplice galleria fotografica: le immagini catturate dagli aquiloni saranno poi lavorate in modo da integrarle fra loro e realizzare così una mappa della zona.
Il materiale raccolto sarà accessibile a tutti liberamente e potrà essere utilizzato senza bisogno di pagare alcuna tassa, basterà collegarsi al più celebre sito di foto sharing, Flickr; la documentazione risulterà inoltre fondamentale per affrontare eventuali cause giuridiche nei prossimi anni e per la valutazione dei danni ambientali. Warren, che ha avviato il progetto di mappatura lo scorso 5 maggio, spiega infatti che il suo gruppo sta lavorando al progetto insieme alla Louisiana Bucket Brigade, una organizzazione senza scopo di lucro impegnata nella salvaguardia dell’ambiente.

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