Kirghizistan, appello Usa, Onu e Oms: "Crisi umanitaria”

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L'allarme lanciato dall'emissario di Obama dopo le violenze che hanno causato 191 morti. Bilancio "dieci volte superiore" secondo la presidente ad interim Otunbayeva in visita a Osh: "Almeno duemila vittime"

Alta tensione ad Osh, nel sud del Kirghizistan, teatro delle violenze che hanno causato centinaia di morti la scorsa settimana, 2.000 secondo la premier a interim kirghiza Rosa Otunbaieva. La citta' e' presidiata in forze dall'esercito, e nei quartieri della comunita' uzbeka dove sono divampate le violenze permangono posti di blocco: i militari controllano i documenti dei passanti e perquisiscono le auto in cerca di armi. In alcune aree sono ancora ci sono ancora le barricate erette dagli uzbeki, che nel timore di nuove violenze sbarrano la strada alle autorita'. La comunita' kirghiza chiede l'intervento della polizia per ripristinare l'ordine e liberare "gli ostaggi" che sarebbero ancora nelle mani dei "rivoltosi".

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