Sudafrica, tre calci per l’integrazione sociale

Sudafrica, Soccer Stories – Progetto Football for Hope. Foto di Alfons Rodriguez - Shoot4Change
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Dai reporter di Shoot4Change arrivano tre storie di un altro mondiale, quello del calcio di tutti che prova a imporsi come strumento di integrazione e rinascita sociale negli slum del paese

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di Simone D’Ambrosio

Storie di speranze e di pallone che si intrecciano sotto il cielo sudafricano. Poco distante dai fasti di una coppa del mondo che sta muovendo i suoi primi passi, il calcio diventa protagonista di qualcosa di unico. Ancora una volta testimone di questi angoli nascosti di umanità è Shoot for Change, la rete di “fotografi sociali” che «attraversa il mondo e testimonia la tristezza e le cose terribili, ma che guarda anche alla bellezza dell’umanità» e «presta occhi e obiettivi a coloro che non riescono a far sentire la propria voce e far vedere i propri colori».

Il reporter spagnolo Alfons Rodriguez, fotografo di National Geographic e noto blogger, si è immerso nelle periferie sudafricane, lontane dal traffico e dalle luci dei mondiali, ma molto più vicine al cuore della gente comune, che non riesce neanche a sognare la possibilità di entrare in uno stadio. E ha riportato tre storie di calcio come strumento di unione, di rilancio e di fuga dalle avversità della vita.

Il primo racconto arriva da Gaansbai, a pochi passi dalla famosa baia si possono avvistare gli squali bianchi. Qui, grazie a un progetto della Grootbos Foundation oltre 4 mila minori sono stati strappati dalle strade della periferia di Masakhane e, uniti dal calcio, stanno imparando la gioia dello stare insieme in un contesto di piena integrazione sociale.

La seconda storia ci porta a Gugulethu, vicino Cape Town, dove è stato disputato un match tra due squadre di lesbiche. Si tratta di un’iniziativa legata al progetto Luleki Sizwe, che cerca attraverso lo sport di fornire protezione alle ragazze spesso vittime di aggressioni perché esibiscono la propria omosessualità.

Le ultime immagini arrivano da Alexandra, una piccola cittadina vicino a Johannesburg, che in concomitanza con l’ultima settimana della Coppa del Mondo ospiterà il Football for Hope Festival 2010. Si tratta di una manifestazione organizzata dalla FIFA che coinvolgerà 32 squadre provenienti dalle periferie di tutto il mondo. Giovani di ambo i sessi, tra i 15 e i 18 anni rappresenteranno tutte le organizzazioni che attraverso il gioco del calcio lanciano iniziative sociali di promozione della salute, costruzione della pace, rispetto dei diritti dei minori, istruzione, anti-discriminazione, integrazione e rispetto dell'ambiente. Le squadre si affronteranno in uno “stadio di strada”, costruito nel cuore di Alexandra, arbitrati soltanto dal fair play: le eventuali controversie, infatti, non saranno risolte da un fischietto ma attraverso un dialogo costruttivo fra i partecipanti.

Tre reportage, tre iniziative per capire come l’antica parabola dello sport che unisce possa diventare davvero qualcosa di più che semplice retorica rispolverata ogni quattro anni. Solo un’anticipazione di tutto ciò che potremmo vedere tra pochi giorni a Casalecchio di Reno con i mondiali antirazzisti, dove i fotoreporter di S4C scenderanno nuovamente a bordo campo.

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