Utah, fucilato il condannato a morte Ronnie Lee Gardner

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E’ il primo americano in 14 anni ad aver scelto il colpo di arma da fuoco al posto dell'iniezione letale. La riteneva una morte "più umana". Era stato condannato nel 1985 per l’omicidio di un avvocato. LE FOTO

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E' stato giustiziato con un plotone d'esecuzione in Utah, Ronnie Lee Gardner, 49, il primo americano in 14 anni che ha scelto di morire con il colpo di un'arma da fuoco, invece che con un' iniezione letale. Nelle ultime ore si erano susseguiti una serie di tentativi per trasformare la condanna in ergastolo, tutti respinti dalle autorità. L’ultima richiesta di clemenza era stata presentata dai legali del 49enne giovedì, ma è stata respinta.

L'Utah ha abolito le esecuzioni con arma da fuoco nel 2004, ma i condannati a morte prima di tale data conservano il diritto di scegliere tra questo metodo e l'iniezione letale. Gardner l'ha scelta perché la considerava più "umana". Ronnie Lee Gardner fu condannato nel 1985 per l'omicidio di un avvocato durante un tentativo di fuga dal tribunale in cui si svolgeva un processo nel quale era accusato di furto e omicidio.

Nelle ore precedenti l'esecuzione, tanto la Corte Suprema degli Stati Uniti, che varie corti d'appello e lo stesso governatore dello Stato, Gary Herbert, gli hanno negato la grazia. "Possa Dio concedergli la misericordia che egli non diede alle sue vittime", ha scritto il governatore, preannunciando l'esecuzione su Twitter. Gli avvocati difensori si appellavano ai problemi di gioventù avuti dall'omicida, che aveva subito abusi ed era dipendente da droghe e anche al fatto che Gardner, nel processo del 1985, non era riuscito a pagarsi una difesa legale adeguata. Andres Pernas, suo legale nella parte finale del processo, ha detto che dopo 25 anni nel braccio della morte la pena capitale è un castigo troppo crudele

I famigliari di Michael Burdell, l'avvocato ucciso da Gardner, si sono espressi contro la condanna a morte, ricordando che anche Burdell lo era. "Michael era un'anima gentile. Amava la gente e le la vita. E non avrebbe voluto che Ronnie Lee fosse ucciso, tanto meno in suo nome", ha detto Donna Nu, la sua fidanzata dell'epoca.

Gardner ha trascorso le sue ultime ore leggendo un romanzo di David Balacci, "Divine Justice" e guardando la trilogia de "Il Signore degli anelli". Martedì ha fatto il suo ultimo pasto - bistecca, aragosta, apple pie, gelato alla vaniglia e 7-Up - e poi ha cominciato un digiuno di 48 ore per ragioni non spiegate.

All'ora stabilita l'uomo èstato saldamente fissato ad una sedia nella camera d'esecuzione, incappucciato e con un panno bianco appuntato all'altezza del cuore; e a meno di 8 metri di distanza, cinque rappresentanti delle forze dell'ordine, hanno aperto il grilletto.

L'esecuzione in Utah di Ronnie Lee Gardner rilancia il tema dell'abolizione della pena di morte. Lo sottolinea a SKY TG24 Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia: "Fino al 1994 i detenuti condannati a morte potevano scegliere il metodo, oggi Gardner ha scelto questo per cercare anche di richiamare l'attenzione sulla brutalità estrema della pena capitale". Oggi "la situazione sulla pena di morte è favorevole perché nel 2009 ci sono state solo 18 nazioni in cui è stata eseguita e 139 sono gli Stati che non la applicano più. C'è però una grave emergenza - ha concluso -in Paesi come l'Iran, l'Arabia Saudita e gli Stati Uniti".

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