E' morto il premio Nobel José Saramago

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Si è spento a 87 anni uno dei maggiori intellettuali portoghesi, ed europei, del '900. Comunista, protagonista della rivoluzione dei Garofani, dagli anni 70 in poi è stato il traghettatore della letteratura lusitana verso le sponde della modernità

Lo scrittore José Saramago, il primo premio Nobel portoghese, è morto oggi nella sua casa di Lanzarote a 87 anni. Lo riferisce la casa editrice Alfaguara, che ha pubblicato i suoi libri.

Autore prolifico, in precarie condizioni di salute da almeno un anno, Saramago aveva pubblicato il suo ultimo racconto alla fine del 2009, "Caìn", una rivisitazione ironica del Vecchio testamento molto criticata dalla Chiesa cattolica.

José Saramago, aveva 87 anni, era nato ad Azinhaga, in Portogallo il 16 novembre 1922. Il suo primo romanzo in stile realista, “Terra del peccato”, è del 1947. Nel 1959 si iscrive al Partito Comunista che, sotto il regime di Salazar, opera in clandestinità. Negli anni sessanta diventa uno dei critici più seguiti del paese e nel '66 pubblica la sua prima raccolta di poesie, “I poemi possibili”. Diventa quindi direttore letterario e di produzione per dodici anni di una casa editrice e dal 1972 al '73 curatore del supplemento culturale del Diario de Lisboa.

Sino a metà anni '70 vive un periodo di formazione e pubblica poesie, cronache, testi teatrali, novelle e romanzi, ma è solo dopo la Rivoluzione dei Garofani che pian piano nasce un Saramago diverso (vice direttore del quotidiano Diario de Noticias nel '75 e quindi scrittore a tempo pieno) che libera la narrativa portoghese dalle radici del passato e anche per questo riceverà nel 1998 il premio Nobel per la letteratura.

Nel 1980 pubblica “Una terra chiamata Alentejo” sulla rivolta della popolazione della regione più ad est del Portogallo. Ma è con “Memoriale del convento” (1982) che arriva il grande successo, seguito da “L'anno della morte” di Riccardo Reis. Negli anni '90, grazie al Nobel, ha fama internazionale e pubblica “L'assedio di Lisbona”, “Il Vangelo secondo Gesù”, quindi “Cecità”, “Tutti i nomi”, “La caverna”, “L'uomo duplicato”, “Le intermittenze della morte” e “Le piccole memorie”.

E' stato uno dei sostenitori dell’ iberismo, il movimento che propugna l'unificazione di Spagna e Portogallo, i due paesi della penisola iberica, cui dedica anche il romanzo “La zattera di pietra”. Per le sue posizioni sul conflitto Medio oriente verrà accusato di antisemitismo, mentre per il Memoriale, ma soprattutto per il suo Vangelo e il testo teatrale “La seconda vita di Francesco d'Assisi” ha subito gli attacchi dalla Santa Sede.

Guarda il ricordo di Carlo Feltrinelli:




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