Intercettazioni, l'Osce: "L'Italia rinunci alla legge"

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L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa chiede al governo di stralciare il disegno di legge o di adeguarlo agli standard europei. La Farnesina: "Intervento inopportuno"

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L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), con sede a Vienna, ha chiesto oggi all'Italia di rinunciare al disegno di legge sulle intercettazioni o di modificarlo in sintonia con gli standard internazionali sulla libertà di espressione. "Sono preoccupata che il Senato abbia approvato una legge che potrebbe seriamente ostacolare il giornalismo investigativo in Italia", ha detto in un comunicato oggi Dunja Mijatovic, responsabile dell'Osce per la liberta' dei media.

"I giornalisti devono essere liberi di riferire su tutti i casi di pubblico interesse e devono poter scegliere come condurre una indagine responsabile", ha aggiunto Dunja Mijatovic. Nella sua forma attuale, il disegno di legge contraddisce gli indirizzi dell'Osce, in particolare quando proibisce l'utilizzo di diverse fonti e materiali confidenziali che potrebbero rivelarsi necessari per un giornalismo d'inchiesta al servizio della democrazia". L'Osce si riferisce, in particolare, alle restrizioni sulla pubblicazione di documenti giudiziari o investigativi prima dell'inizio dei processi; all'introduzione di multe fino a 450.000 euro per gli editori, che rischiano anche fino a 30 giorni di carcere, e fino a 10.000 euro per i giornalisti che pubblicano il contenuto di intercettazioni prima dell'inizio del processo; alla condanna penale per chi, non "giornalista professionista", registra o filma persone senza la loro approvazione.

Sarcastica  la reazione di Maurizio Gasparri che dice: "L'Osce? Si presenti alle elezioni....
Quando avranno dei seggi, chiederanno delle modifiche...".  Più articolata la risposta di Francesco Casoli, vicepresidente dei senatori Pdl, che parla di "invasione di campo nelle legittime questioni interne di unoStato democratico" e chiede all'Osce di chiarire se la Mijatovic abbia parlato a titolo personale o di tutta l'organizzazione.

Felice Casson, a nome del Partito Democratico, invece rilancia l'allarme dell'organizzazione europea "E' estremamente significativo che l'allarme sugli effetti del ddl Alfano sulle intercettazioni venga dall'Osce, che non è un organismo qualsiasi, ma e' l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Già un anno fa questo organismo aveva espresso fortissime preoccupazioni sulle norme in via di approvazione in Senato con specifico riferimento ai temi della sicurezza e della libertà d'espressione. La dichiarazione odierna non fa che confermare le forti preoccupazioni già espresse in Italia, oltre che dal Partito democratico, da tutti gli operatori del comparto sicurezza e del mondo del giornalismo. L'allarme dell'Osce è tanto più giustificato in quanto trova un fondamento giuridico europeo nelle recenti sentenze, dal 2007 al 2009, della Corte europea dei Diritti dell'uomo di Strasburgo".

In serata arriva anche una risposta piccata della Farnesina che, per bocca del suo portavoce Maurizio Massari risponde che "da parte italiana, attraverso i canali diplomatici, è stata fatta notare con fermezza l'inopportunità di tale intervento". "Un intervento su una misura legislativa, il cui iter non è completato, che rischia - prosegue Massari - di interferire e turbare il dibattito democratico in Parlamento".


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