Mandela, l'ultimo dolore: muore la nipote

1' di lettura

La bisnipote tredicenne di Nelson Mandela è rimasta uccisa in un incidente d'auto mentre lasciava il concerto celebrato alla vigilia dei Mondiali 2010. In segno di lutto l'ex presidente sudafricano non parteciperà alla cerimonia di apertura della kermesse

GUARDA LA GALLERY DEL CONCERTO
DEI MONDIALI 2010

VAI ALLO SPECIALE MONDIALI


La bis-nipote di Nelson Mandela è rimasta uccisa in un incidente automobilistico, a poche ore dal fischio d'inizio della partita inaugurale dei Mondiali di calcio in Sud Africa, una nota tragica nel clima di baldoria che accoglie il più grande evento sportivo che l'intero continente abbia mai ospitato.
L'ex presidente Mandela, 91 anni, protagonista della fine dell'apartheid, secondo un'opinione diffusa ha ampiamente contribuito a far assegnare la manifestazione al Sud Africa nel 2004, e nonostante la
fragile salute era largamente atteso dai sudafricani alla partita di inaugurazione contro il Messico.
Ma la Nelson Mandela Foundation ha annunciato che l'apparizione è stata cancellata per lutto: "Siamo certi che i sudafricani e la gente di tutto il mondo dimostreranno la loro solidarietà a Mr Mandela e alla sua famiglia a seguito di questa tragedia".

Zenani Mandela, morta due giorni dopo il suo tredicesimo compleanno, era una delle bisnipoti di Mandela. La macchina su cui viaggiava è andata a sbattere la scorsa notte, di ritorno dal concerto di
apertura dei Mondiali nello stadio di Soweto, nelle vicinanze di Johannesburg. Il conducente dell'auto è
stato arrestato e messo sotto indagine per omicidio colposo. L'incidente getta un velo di tristezza sul paese, finalmente orgoglioso per essere al centro dell'attenzione mondiale, dopo il diffuso pessimismo - anche interno - durato anni sulla scarsa capacità di gestire un evento di questa portata. "Abbiamo aspettato questo momento per anni, pregando che accadesse", ha detto Nicolas Sello, un
tifoso locale 54enne, arrivato alla Soccer City 10 ore prima del fischio di inizio del match inaugurale, con indosso la bandiera sudafricana. Con lui, molti altri, in un ronzio di trombette "Vuvuzela" che si può sentire un po' ovunque in giro per il paese.
A scaldare ancor di più l'atmosfera, i tifosi messicani, vestiti come cantanti di mariachi, con i cappelloni tipici, che minacciano scherzosamente di rovinare il "grande giorno" ai sudafricani nei dintorni dello stadio. Il successo nella gestione del mondiale potrà avere importanti ricadute sul Sud Africa: in ballo ci sono la riconciliazione razziale, l'affermazione post-apartheid della nazione, gli investimenti futuri e milioni di dollari provenienti dal turismo.

Ma per l'Africa intera il mondiale è un'occasione di rivalsa, per scrollarsi di dosso l'immagine del
continente dei disastri, del conflitto e del fallimento.
   

Leggi tutto