Google, Microsoft &Co: ecco cosa serve al candidato 2.0

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Le elezioni di midterm statunitensi si avvicinano e i colossi del web hanno presentato al Personal Democracy Forum di New York nuovi strumenti per trasformare ogni candidato in un piccolo Obama. In arrivo un'ondata di app e social network politici

di Nicola Bruno

"Internet potrà risolvere i problemi della politica?". Con questa domanda si è aperta l'edizione 2010 del Personal Democracy Forum, il più importante evento su politica e nuove tecnologie che si tiene ogni anno a New York. Tra tavole rotonde e dimostrazioni live di nuovi prodotti, il Forum si è chiuso senza trovare una risposta univoca a questa domanda.

La scoppiettante campagna online di Obama è ormai alle spalle e in molti, come l'esperto di nuovi media Clay Shirky, si chiedono: "Sarà in grado di fare lo stesso anche a Washington?" (domanda retorica e un po' disillusa).

Ma ora un altro importante appuntamento elettorale si avvicina: le elezioni di metà mandato del prossimo 2 novembre, per il rinnovo di Senato, Camera dei Rappresentanti e dei governatori di 37 stati. Un'occasione ghiotta per piccoli e grandi colossi del web che vogliono presentarsi come la migliore piattaforma per trasformare qualsiasi candidato in un piccolo Obama fai-da-te.

Ad aprire le danze ci ha pensato Google con la presentazione delle nuove piattaforme Campaign Toolkit  e YouChoose 2010: ogni candidato potrà gestire un canale ufficiale su YouTube dove caricare video, utilizzare Moderator (servizio che permette di gestire suggerimenti e domande provenienti da molti utenti) e sfruttare gli strumenti di Insight per pianificare meglio la propria presenza online. A pagamento sono poi offerti altri servizi, come la pubblicità contestuale e i messaggi "call-to-action".

In una direzione simile si è mossa anche Microsoft con Campaign Cloud, pacchetto di servizi web-based che consente ad un candidato di gestire sito, strumenti di raccolta fondi e di organizzazione della campagna elettorale (email, sms, account Twitter e YouTube). Insomma "tutto quello che serve per vincere", come sottolinea il claim dell'azienda di Redmond.

Ma al di là dei siti web e degli strumenti per mobilitare i propri elettori, non c'è dubbio che la vera arena di scontro sarà ancora una volta Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg ha già lanciato una pagina dedicata al dibattito sulle elezioni. Ma dovrà vedersela anche con una sfilza di nuovi arrivati che sembrano più agguerriti che mai. E' il caso di Visible Vote, applicazione di social-networking politico disponibile su qualsiasi dispositivo e piattaforma, dal pc al Blackberry.

Ancora più convincente è sembrato VoteIQ, servizio 2.0 con l'ambizione di diventare "il prossimo Facebook della politica". Al di là di tutte le funzionalità che si trovano già su qualsiasi social-network, VoteIQ presenta strumenti innovativi come i "political-match": si possono affiancare due candidati per scoprire in pochi click qual è il più vicino ai propri ideali.

Insomma, nella politica post-Obama sono cambiate una volta per tutte le regole del marketing elettorale. Se tutto ciò comporterà anche un rinnovamento della politica, resta ancora da vedere. Anche perché, come ha sottolineato l'influente blogger kenyana Ory Okolloh, "la tecnologia resta uno strumento. I problemi della politica potranno essere risolti solo dai cittadini”.

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