Marea Nera: Bp ha già speso 1,25 miliardi di dollari

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La compagnia britannica registra i primi successi nel tentativo di fermare la fuoriuscita di greggio davanti alla costa della Louisiana. Da metà giugno dovrebbe entrare in funzione un secondo tappo di contenimento

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Per Bp , alle prese con i tentativi di arginare la perdita di petrolio che fuoriesce nel Golfo del Messico da una piattaforma danneggiata, inizia oggi un'altra settimana difficile. I dirigenti del colosso energetico britannico, insieme a quelli di Transocean (gestore della piattaforma), Halliburton (che vi ha eseguito dei lavori di cementificazione) e Anadarko Petroleum  (che possiede il 25% dell'impianto), parteciperanno oggi ad una conferenza a New York, dove discuteranno di come l'incidente abbia potuto verificarsi e delle sue conseguenze. Questa settimana sono inoltre previste tre udienze di diversi comitati del Congresso americano - due in Louisiana e una a Washington - dove verranno analizzate le modalità con cui la compagnia ha affrontato la crisi.

Anche il presidente Barack Obama deve sfidare le critiche di chi lo accusa di non essere stato abbastanza energico nella gestione del più grave disastro ambientale nella storia americana, giunto oggi al 49esimo giorno e finora costato alla compagnia circa 1,25 miliardi di dollari. "Abbiamo dovuto affrontare molti momenti difficili nell'ultimo anno e mezzo", ha detto Obama nel corso di un ricevimento a Washington. "Ora i nostri fratelli e le nostre sorelle sulla Costa del Golfo stanno passando un momento molto difficile... Voglio nuovamente sottolineare che faremo tutto il possibile nelle prossime settimane, nei prossimi mesi e negli anni a venire per risolvere le cose", ha aggiunto Obama.

Oggi, Bp ha annunciato che il "tappo" ha permesso la cattura di 16.600 barili di petrolio dal 3 - data in cui è stato installato - al 5 giugno. Un secondo dispositivo di contenimento, ha annunciato oggi il colosso energetico, dovrebbe essere posizionato a metà giugno, e permetterà di aspirare la gran parte del greggio che sgorga dalla falla a oltre 1.600 metri di profondità. Nel frattempo, l'AD della compagnia britannica, Tony Hayward, ha ripetuto che non ha intenzione di dimettersi per la gestione della catastrofe ambientale, segnata da una serie di insuccessi da quando, il 20 aprile scorso, un'esplosione sulla piattaforma ha dato inizio alla fuoriuscita di petrolio. Thad Allen, ammiraglio della Guardia Costiera che guida le operazioni federali, stima che il dispositivo possa raccogliere al più circa 15.000 barili di petrolio al giorno. Si stima che la perdita ammonti a 12.000-19.000 barili al giorno.

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