Marea Nera, “Ci vorranno anni per rimettere le cose a posto”

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Obama: "Bp pagherà tutto e pagherà caro". L’ammiraglio Thad Allen:"L'emergenza rietrerà entro l'autunno. Ma per tornare alla normalità ci vorranno anni”. Intanto su Facebook è boom di iscritti per il gruppo “Usiamo Sarah Palin per tappare la falla”


MAREA NERA: L'ALBUM FOTOGRAFICO

Il presidente americano Barack Obama oggi ha cercato di rassicurare gli americani sul fatto che la perdita di greggio nel Golfo del Messico sarà bloccata, anche se ha avvertito che l'impatto sull'economia sarà importante. "Sarà contenuta", ha detto Obama ai giornalisti a proposito della perdita in tono deciso. Per poi tornare ad affrontare le conseguenze economiche avute dal disastro ecologico: "Quello che è chiaro è che l'impatto economico di questo disastro sarà sostanziale e duraturo". Ma il presidente esprime comunque la convinzione che le regioni del Golfo riusciranno a "superare" la crisi e tornare "più forti di prima".
     
Quello che sarà necessario, ha aggiunto il presidente parlando ai giornalisti attorniato dai ministri con cui ha avuto una riunione  per affrontare l'emergenza, è che arrivino in modo tempestivo i risarcimenti da parte della Bp. "Non voglio vedere la Bp pagare solo spiccioli a queste imprese che stanno avendo enormi difficoltà”.

Più concreto e con meno slogan il discorso dell'ammiraglio della Guardia Costiera americana Thad Allen, che ha spiegato che per rimediare completamente al disastro petrolifero del Golfo del Messico potrebbero volerci degli anni. "Le operazioni per fermare la perdita di petrolio in superficie – ha spiegato Allen - andranno avanti ancora per un paio di mesi", "i tempi  per ripulire l'ambiente e gli habitat naturali sono dell'ordine degli  anni".

"Credo che dobbiamo essere realisti, onesti e trasparenti con il popolo americano", ha dichiarato Allen a margine dell'incontro  convocato da Obama a Washington per fare il punto sulle operazioni nel Golfo. "Quando il pozzo di servizio sarà completato, più o meno ad  agosto, dell'altro petrolio sarà arrivato in superficie, perché non riusciremo a raccoglierne il 100%. Insomma, ci sarà ancora del  greggio in superficie il giorno in cui il pozzo sarà chiuso".

Allen ha spiegato che le autorità federali dovranno effettuare  una valutazione del danno ambientale per stabilire gli effetti a lungo termine sull'ecosistema e pianificare i rimedi, la cui realizzazione  spetterà alla Bp. Proprio oggi, la compagnia britannica ha annunciato che i costi già sostenuti dall'inizio dell'emergenza ammontano a 1,25 miliardi di dollari solo per le operazioni di contenimento del greggio e bonifica del Golfo. A questi bisognerà sommare i risarcimenti alle  vittime della marea nera.

Intanto non manca l’ironia politica sul disastro ecologico. Boom di contatti su Facebook per il gruppo: “Usiamo Sarah Palin per tappare la falla". "Un milione di persone che vogliono tappare la falla con Sarah Palin" - scrive il Time - ha raccolto quasi 120 mila fan nel giro di una settimana. Nel corso della campagna elettorale per la vicepresidenza degli Stati Uniti - ricordano i fondatori della pagina - uno degli slogan preferiti dalla Palin era "drill, baby, drill" (trivella a tutto spiano). "Ora abbiamo l'opportunità non solo di chiudere la peggiore perdita di petrolio della storia degli Stati Uniti, ma anche di trovare finalmente un'utilità alla Palin". I fondatori del gruppo non hanno dubbi: "Arriveremo a un milione di fan".

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