Marea nera, Obama: "La Bp deve risarcire la gente del Golfo"

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Terza visita del Presidente americano nelle zone colpite dal disastro. Dopo aver invitato, per il 10 giugno, i parenti delle vittime dell'esplosione alla Casa Bianca, il capo di Stato è tornato ad annunciare battaglia alla Bp

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Terza visita per Barack Obama in Louisiana sui luoghi del disastro ecoambientale. A Grand Isle il Presidente americano ha incontrato alcuni pescatori di gamberi e allevatori di ostriche della zona, facendo con loro una foto ricordo e soffermandosi a parlare con molti di essi. Come poi riportato dal portavoce Robert Gibbs, il capo di Stato ha invitato i parenti delle vittime dell'esplosione sulla base petrolifera Deepwater Horizon alla Casa Bianca. Fissato per giovedì 10 giugno, l'appuntamento è stato voluto dallo stesso Obama, per esprimere personalmente il proprio cordiglio.

Nel consueto discorso del sabato il Presidente americano è tornato a difendere con forza la sua amministrazione dalle critiche, che l'accusano di aver reagito in maniera troppo lenta al disastro nel Golfo del Messico. "Ci siamo mobilizzati su tutti i fronti", ha detto Obama rivolgendosi agli americani per radio e su internet. Ha quindi precisato che la sua amministrazione ha organizzato la più imponente risposta a un disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti: oltre 1900 navi e 20mila persone al lavoro per ripulire la marea nera, senza contare la mobilitazione di 17500 soldati della Guardia Nazionale. Obama ha poi ribadito il suo impegno ad assicurarsi che "Bp paghi ogni singolo centesimo dovuto alla gente sulla costa del Golfo".


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